Medici no-vax, la mossa del Governatore: Meloni li reintegra, De Luca li blocca

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Il braccio di ferro tra il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il governo Meloni in merito al reintegro del personale sanitario No Vax continua. Ieri De Luca ha reso note le direttive della Regione nei confronti delle Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere: sì al ritorno in servizio di medici, infermieri e operatori sanitari non vaccinati, ma niente contatto con i pazienti.

Nella nota della Regione si legge che questa decisione è stata presa per la tutela della salute dei pazienti e del personale sanitario vaccinato, scongiurando così il rischio di un aumento dei contagi nelle strutture sanitarie. De Luca aveva già dichiarato, nei giorni scorsi, il suo totale disaccordo rispetto alle nuove norme di gestione della pandemia di Covid-19 emanate nel primo decreto-legge del CdM guidato da Giorgia Meloni.

Ad accendere le polemiche e il dissenso, da parte del presidente De Luca come di diverse altre amministrazioni regionali, la scelta del governo di eliminare la sospensione dall’esercizio della professione per il personale sanitario non vaccinato e di portare la fine dell’obbligo vaccinale per questa categoria al 1° novembre scorso. La decisione sarebbe motivata, secondo le parole del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, dallo scenario epidemiologico cambiato rispetto ai mesi scorsi e dalla carenza di organico nelle strutture sanitarie.

Un cambio di passo radicale rispetto alla precedente gestione Draghi della lotta al Covid- 19 e che ha fatto subito discutere. In particolare, il presidente De Luca aveva dichiarato: “Gravissima e irresponsabile la decisione del Governo di riammettere negli ospedali e nelle Rsa Medici No vax. Un’offesa alla stragrande maggioranza dei medici responsabili, e un’offesa ai pazienti. Altro che rifiuto di una gestione ideologica dell’emergenza! Questa è davvero una decisione tutta ideologica, totalmente irresponsabile, e degna della peggiore politica politicante. È una decisione che offende la stragrande maggioranza dei medici e degli infermieri che si sono comportati in maniera deontologica e responsabile, e ai quali va tutta la mia solidarietà. È una decisione che toglie sicurezza e tutela ai pazienti ricoverati e ai loro familiari. È una decisione che crea enorme difficoltà ai dirigenti delle strutture sanitarie e ospedaliere, nel loro obbligo di tutela della salute dei pazienti. È una decisione che rischia – se si diffonde il contagio fra i medici – di fare avere ancora meno personale in servizio, altro che più medici”.