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Diniego alla richiesta di documentazione da parte degli ambientalisti in base alla legge sulla trasparenza  

Il megaripetitore, una grande stazione radio per la telefonia mobile, è stato costruito su un palazzo del centro cittadino, al corso Italia. Nel frattempo c’erano state delle proteste per cui gli ambientalisti avevano chiesto al Comune, più di un mese fa, una serie di documenti, ai sensi delle leggi sulla trasparenza e sulle informazioni in materia ambientale. Però il Comune, venerdi scorso, ha negato agli ecologisti il rilascio dei documenti richiesti: “Non possiamo esibirli: c’è il segreto industriale e la privacy”. Ma senza documentazioni specifiche la strada della conoscenza, della corretta informazione pubblica, si fa tutta in salita. La richiesta degli ambientalisti del territorio era stata inoltrata alla polizia municipale e al suap, lo sportello unico delle attività produttive, il 18 dicembre scorso. Sono stati chiesti l’autorizzazione sismica, l’autorizzazione dell’assemblea condominiale del palazzo, la valutazione dell’ufficio tecnico comunale in relazione al regolamento del municipio per la disciplina delle installazioni radio base per telefonia mobile e telecomunicazioni, il permesso di costruire e la verifica del calcolo strutturale sul solaio di posa e sulla portante del palazzo. Il comune però nella sua risposta chiede agli ambientalisti un elenco degli atti. “E’ assurda questa risposta. I documenti che abbiamo chiesto non sono coperti dal segreto industriale – fa notare Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista – per cui questo “diniego parziale”, come lo ha definito il Comune, sembra un bavaglio per impedire la piena conoscenza dei fatti. Inoltre noi abbiamo chiesto alla polizia municipale, e non al suap, il sequestro preventivo della stazione in caso di irregolarità. Porteremo quindi questo diniego nelle sedi competenti”.