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Continui colpi di scena in città, a pochissimi giorni dal termine per la presentazione delle liste che saranno impegnate nella imminente campagna elettorale per le amministrative di settembre. Stavolta la notizia clamorosa arriva direttamente da Sebastiano Sorrentino, decano della politica mariglianese, che ha deciso di ritirarsi dalla corsa: l’ex primo cittadino, in carica per pochi mesi nel 2014, ha comunicato di non voler più offrire la disponibilità a candidarsi a capo di una coalizione civica, fatta solo di liste e senza simboli di partito.

Dopo le vicendi che hanno coinvolto l’ex sindaco Carpino le cose sono cambiate drasticamente e, a quanto pare, per Sorrentino non sussistono più gli estremi per scendere in campo a contrastare la coalizione che rappresenta l’amministrazione uscente. Una coalizione monca del Pd ma per quanto ancora?

Ieri sera il consigliere Vincenzo Esposito, indicato quale candidato a sindaco dalle liste Cambia con Noi, Popolari, Andiamo Avanti per Marigliano e Periferia 2030, ha pubblicato un lungo messaggio nel quale spiega i motivi della sua fuoriuscita dal locale Partito Democratico che pure ha contribuito a fondare, come ci tiene a sottolineare. “Da qualche tempo, su diverse tematiche, non mi ritrovo più con le posizioni del PD che a mio avviso non rappresenta più quegli ideali per i quali anni fa assieme ad altri amici ho avuto l’onore di fondarlo a Marigliano. Ho aspettato fino ad oggi per rispetto del voto dei miei elettori che mi hanno votato scegliendomi nella lista del PD. Oggi che ritengo conclusa questa consiliatura, io ritorno alle mie origini politiche, alla sinistra democristiana oggi rappresentata dai Popolari, in questa formazione politica continuerò il mio impegno nella coalizione di centrosinistra, per portare a compimento il lavoro intrapreso con la guida del nostro Sindaco Antonio Carpino”, ha scritto su Facebook il politico di riferimento della frazione Miuli.

Adesso, ovviamente, si aprono molteplici scenari nella vita politica della città e questo a meno di una settimana dal fatidico 20 agosto. Proviamo a immaginarli:

  1. Il Pd mariglianese riesce a convincere il direttivo regionale e si torna all’ovile, nella coalizione di “centrosinistra”, magari avanzando la candidatura di Vito Lombardi, presidente del consiglio comunale, oppure assecondando l’indicazione che premia al momento la figura di Vincenzo Esposito;
  2. Il Pd resta fedele alla candidatura di Giuseppe Jossa e decide di correre da solo, prendendosi tutti i rischi del caso ma perseguendo la via della discontinuità con l’amministrazione uscente;
  3. Il Pd si stringe intorno alla candidatura di Giuseppe Jossa, avvocato fortemente caldeggiato dal Partito Democratico a livello metropolitano e regionale, e si chiude un’alleanza con il MoVimento 5 Stelle, ovviamente sulla base di un patto siglato sui punti irrinunciabili dei pentastellati in città: Piano Urbanistico Comunale giusto serio e sostenibile, riqualificazione del centro storico, legalità, trasparenza e ambiente.
  4. Saverio Lo Sapio, candidato della lista Oxigeno, potrebbe avere un ruolo chiave in queste dinamiche se decidesse di non correre da solo, rinunciando ovviamente alla candidatura a sindaco, ma per il momento è fantapolitica, anche se i rapporti con Jossa sono ottimi e tutto potrebbe dipendere dalla candidatura di quest’ultimo, sulla quale pende la spada di Damocle della spaccatura nel Pd.

È chiaro che l’uscita di scena di Sorrentino apra ulteriori, possibili scenari, anche perché adesso le azioni del centrodestra sono tutte in fieri e da valutare nelle prossime ore: tuttavia è intorno a questi movimenti che ruota la giostra.