Home Attualità Marigliano, polemica in seno alla maggioranza dopo l’annuncio della giunta comunale

Marigliano, polemica in seno alla maggioranza dopo l’annuncio della giunta comunale

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Nella giornata di ieri il sindaco Peppe Jossa ha comunicato la nuova giunta comunale, enunciando i tanto attesi nomi degli assessori. Un’accoglienza tiepida da parte della cittadinanza, probabilmente poco entusiasta nel leggere cognomi che caratterizzano la vita politica locale da almeno trent’anni: figure che non scaldano gli animi di chi è alla ricerca di vera discontinuità e (troppe volte annunciato) cambiamento. Il riferimento, ovviamente, è alla scelta di assegnare assessorati a Raffaele Coppola, Felice Mautone e Michele Cerciello. Sicuramente maggiore curiosità e interesse destano le nomine di Irene Sorgente, Anna Terracciano e Nicola Di Raffaele, profili con curricula importanti che hanno il sapore della novità, almeno in città, e che possono quantomeno favorire la speranza di un approccio diverso alla cosa pubblica. A Marigliano c’è così tanto da fare (e rifare) che il desiderio di veder cambiare le cose è a dir poco cogente.

Ad aggiungere un po’ di pepe alla minestra (riscaldata) provvede ancora una volta l’avvocato Franco Canzerlo, eletto consigliere tra le fila del Partito Democratico e quindi con un seggio nella maggioranza. Dopo l’intervento dello scorso 26 ottobre, che aveva già fatto saltare i nervi ai colleghi di partito, e anche qualche equilibrio politico, Canzerlo lo ho rifatto e proprio ieri ha scritto un post su Facebook dove in sostanza lamenta il fatto che il PD, nonostante la vittoria politica, pare aver abdicato, rinunciando all’esercizio del “potere” acquisito in seguito alle ultime elezioni. “Ormai è più di una sensazione che il Partito Democratico di Marigliano sia ostaggio cosciente delle altre liste della coalizione”, scrive il consigliere.

“Pur di andare avanti si costringe il Partito ad un ruolo di vassallo, accettando supinamente ogni desiderata, o meglio ogni imposizione delle altre liste. La dignità del Partito non può essere calpestata – a maggior ragione se con l’assenso dei suoi rappresentanti – con decisioni, forse, calate dall’alto o uscite da qualche segreta stanza nolana (il riferimento è probabilmente a Paolo Russo, artefice delle due liste di ispirazione forzista della coalizione, ndr). Decisioni, peraltro, anche offensive per tutti quelli che con coraggio, speranza, abnegazione e nel rispetto del superiore interesse della città, hanno accettato una sfida politica dai più vituperata. Incarichi assessoriali conferiti a terzi senza nemmeno interpellare i compagni della lista che, anche senza la fortuna di essere eletti, si sono impegnati a rappresentare un’idea e una coerenza che ormai pare scomparsa almeno tra i più”, rimarca ancora l’avvocato Canzerlo.

In effetti, analizzando la squadra di governo, viene da chiedersi che fine abbia fatto il PD mariglianese: abbiamo un vice sindaco di Azzurra Libertà, un assessore de La Città che Vogliamo e un altro di Impegno Civico. Infine tre professionisti che probabilmente gravitano nell’orbita progressista, ma che di sicuro non erano nelle liste elettorali e nemmeno nell’organigramma del partito. Non a caso, scrive Canzerlo, “si resta straniti di fronte a tanta sfrontatezza, e tanto disinteresse per chi senza nulla pretendere ha dato una mano importante e decisiva, e che adesso viene messo da parte senza una giustificazione”. Il PD Marigliano è l’unico vero partito politico presente nella coalizione, eppure è riuscito a esprimere, oltre al sindaco, soltanto 6 consiglieri comunali, ma nessun assessore. D’altra parte una quadra andava trovata, altrimenti non ci sarebbe stata la squadra: la città ha bisogno essere amministrata stabilmente, come è stato negli ultimi cinque anni, ma per farlo siamo sicuri che siano sempre indispensabili i compromessi? Accordi basati sui numeri che puntualmente rischiano di appiattire la portata dell’azione politica, sempre tesa a prendersi dei rischi calcolati e nulla più.

Perché al di là dei nomi, qualche domanda legittima viene da porsela. È giusto riconfermare un assessore, con la stessa delega, nonostante il lavoro svolto negli ultimi quattro anni (dal 13 aprile 2016 al gennaio 2020) non sembra aver inciso particolarmente sul miglioramento dei servizi? È corretto scorporare settori fondamentali come urbanistica e lavori pubblici, oppure ecologia e ambiente, o questo comporta un’assenza di visione? E soprattutto, se queste separazioni vengono operate solo al fine di soddisfare le esigenze delle pedine da muovere sullo scacchiere politico, si fa davvero il bene della città (prima di tutto)?
Insomma, la montagna ha partorito il classico topolino? Questo ovviamente lo vedremo, innanzitutto augurando buona fortuna all’amministrazione: ne avrà davvero bisogno, considerate le premesse.

“Dispiace registrare sghignazzanti emoticons, provenienti proprio da persone che non solo non potrebbero, ma non dovrebbero farlo, per rispetto della dignità. Ma forse parlo di valori loro sconosciuti? Spero per loro che non sia così. Mi sono sempre assunto le responsabilità delle mie azioni, pronto a subirne le conseguenze. Quanto dico non è per fanatismo mediatico, vocabolo che non fa parte della mia storia personale, ma solo per estremo rispetto di me stesso e degli impegni morali presi con la gente”, sottolinea il consigliere Canzerlo in un altro post di questa mattina, in replica alle reazioni di alcuni compagni di partito, nonché consiglieri comunali eletti. Per il momento, tuttavia, non si registrano repliche alle parole dell’avvocato, che senz’altro faranno discutere. In tal senso sarà tutto da vivere il primo consiglio comunale, previsto in prima convocazione sabato 14 novembre, alle ore 10. C’è da modificare l’art. 24 dello statuto comunale e affidare un nuovo assessorato, per il quale trapela anche qualche nome: sarà magari una donna e a lei verrà affidata la delega alle politiche sociali (oggi appannaggio del vice sindaco Mautone)? Ma soprattutto, sarà del PD?

Intanto il sindaco Jossa fa sapere di essere risultato negativo a un tampone: “Tuttavia sono in isolamento fiduciario per essere stato a contatto diretto con una persona risultata positiva. Sto bene e farò un altro tampone tramite l’ASL tra qualche giorno. Intanto in città il contagio cresce in maniera non esponenziale, ma cresce. Io continuo a seguire H24 da casa tutte le emergenze, voi tutti fate la vostra parte: aiutateci ad aiutarvi”. Nel corso dell’intervento mattutino il primo cittadino si è soffermato anche sulla scelta degli assessori, sottolineando che “ci sono presenze politiche storiche che a settembre si sono sottoposte al giudizio dei cittadini e che hanno avuto una riconferma di consenso: per questo è giusto che abbiano visibilità e possibilità di mettere in azione il loro impegno anche elettorale”. Una disamina che aiuta a interpretare le scelte di Mautone e Coppola, ma che non sembra giustificare la nomina di Cerciello, giunto secondo nella sua lista Impegno Civico, e per questo non eletto nemmeno in consiglio comunale.

Una nota di colore finale riguarda proprio Michele Cerciello: sia lui che Filomena Iovine, grandi protagonisti, in consiglio comunale, dell’opposizione all’amministrazione dell’ex sindaco Antonio Carpino, sono diventati assessori all’urbanistica in due comuni importanti del territorio, Marigliano e Pomigliano d’Arco.

Buon lavoro a entrambi.