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Pare che nella notte, in gran segreto, sia stato siglato un accordo politico che si potrebbe definire machiavellico: mai come in questo caso il fine (la vittoria elettorale) giustifica i mezzi (larghissime intese da sinistra a destra, passando per il centro). Di cosa parliamo? Ovviamente di un’alleanza tra il Partito Democratico e l’onorevole Paolo Russo, dissidente di Forza Italia ma ancora faro di una certa parte politica in città. Tuttavia, se analizziamo bene l’ingarbugliata situazione mariglianese, ci rendiamo conto che in realtà questa grande coalizione non contemplerebbe solo “tutti gli uomini del re”, ma anche altre figure di spicco della scena politica, soprattutto alcuni protagonisti della legislatura appena conclusasi in un mix di effervescenza e mestizia.

È davvero possibile che politici come Michele Cerciello, Felice Mautone, Filomena Iovine, Raffaele Coppola, Pasquale Beneduce e Francesco Capasso (ex leader dei Cinque Stelle), fonte di un gran numero di preferenze, rimangano a guardare? Non sembra credibile.
Di conseguenza, dato che mancano solo due giorni alla presentazione delle liste elettorali, l’unica soluzione per non frammentare i due partiti più importanti e non consentire che si scenda in campo in solitaria, rischiando moltissimo, è quella di accorpare tutte queste “solitudini” di valore.

La lista Impegno Civico di Michele Cerciello, ex sindaco di Marigliano per un breve periodo negli anni Ottanta, nel 2015 è stata capace di raccogliere 1507 voti. Quella della candidata che perse contro Carpino solo al ballottaggio, Iovine Sindaco, altri 1035 (240 solo Beneduce, ex consigliere). Forza Italia addirittura conquistò 5364 voti: un notevole exploit ma non certo inatteso data la tradizione del partito in città. Felice Mautone ottenne 688 preferenze ed è al momento, come altri protagonisti delle elezioni di cinque anni fa, ancora senza sistemazione, in teoria. Rosa Di Palma, giovanissima ex consigliere di opposizione, arrivò a toccare quota 639 e anche per lei potrebbe valere lo stesso discorso. Ci sarebbero poi anche i 1077 voti della lista La città che vogliamo, ormai scissa però: rimangono sospesi i 314 dell’ex assessore Raffaele Coppola ma sono già stati presi i 408 di Sebastiano Guerriero, ex consigliere che sostiene la coalizione delle liste di “centrosinistra” con la sua Andiamo Avanti per Marigliano. Non a caso pare che i due ex colleghi di lista, politici più votati nella frazione Faibano, siano ai ferri corti.

La stessa riflessione si può fare a sinistra, dove il Pd dovrebbe poter ancora contare sui 2223 voti della lista Marigliano libera, ma al contempo lamentare la perdita dei 262 voti di Vincenzo Esposito, candidato dalle liste che prima sostenevano Carpino (e lo hanno fatto fino al momento del suo arresto) e anche dei 243 di Saverio Lo Sapio, oggi candidato a sindaco in solitaria per la sua lista Oxigeno. Dunque è proprio di ossigeno che sembra aver bisogno il Partito Democratico in città: un po’ di respiro potrebbe appunto arrivare da questo clamoroso accordo, al netto dei semplici calcoli che tutti possiamo fare. Un accordo che potrebbe essere stato sublimato dal fatto che una figura come quella del candidato Giuseppe Jossa parrebbe incassare il gradimento anche dell’altra parte politica, ovviamente alla ricerca di discontinuità con l’amministrazione Carpino, tanto avversata negli ultimi cinque anni.

Appunto, meri calcoli. Ma la sintonia programmatica dov’è?
Visioni diametralmente opposte di città potrebbero confluire per interesse e questo andrebbe ovviamente spiegato alla comunità.