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No, a molti non piace l’idea che “Stazione Utopia”, l’isola felice sorta nell’oceano dell’indifferenza (grazie al nobile lavoro del Collettivo Utopia e di tanti altri cittadini, mariglianesi e non), diventi la nuova caserma dei Carabinieri Forestali. A molti altri invece piace l’idea di avere un presidio di legalità lungo Corso Vittorio Emanuele III, una strada centrale che talvolta sembra periferia piena. La città sembra spaccata e intanto la decisione è stata presa dall’amministrazione, che nelle ultime settimane, giusto prima che l’assessore ai lavori pubblici salutasse la cittadinanza, ha provveduto anche a cantierizzare l’area, facendo andare su tutte le furie proprio le associazioni protagoniste della riqualificazione dell’ex stazione Circumvesuviana, salvata almeno all’esterno da un degrado che sembrava senza fine, in seguito alla dismissione della linea ferroviaria avvenuta oltre vent’anni fa.

In particolare è proprio il Collettivo Utopia che non le manda a dire. In un comunicato apparso sul loro blog i cittadini del collettivo hanno espresso tutta la loro indignazione per lo sviluppo della situazione ma anche per il silenzio della comunità che non sembra prendere posizione: “Marigliano-Estate 2020: indifferenza, arroganza e ipocrisia bloccano un sogno di libertà. Delude l’indifferenza; irrita l’arroganza; disgusta l’ipocrisia”. L’indifferenza contro cui si punta il dito, secondo gli autori del messaggio, è quella “delle persone che in questi anni non si sono fatte coinvolgere dal progetto di riqualificazione dello spazio, un progetto che potesse restituire il senso di collettività, di bene comune, di responsabilità e di gestione partecipata del territorio”.

È poi il turno della politica, oggetto degli strali del collettivo: “Irrita l’arroganza delle istituzioni, cieche e sorde, che, rispondendo a chissà quali interessi, hanno ben pensato di costruirci una caserma in contrasto alla proposta di arte, cultura e bellezza. Queste sono le loro politiche sociali. Che pena!”, si legge nell’articolo.

Infine un passaggio fondamentale è riservato alla questione forse più delicata, quella che riguarda il murale di Walter Molli, compianto artista di respiro internazionale che ha dato e ancora dà lustro alla città. Due opere realizzate da Molli negli anni scorsi fanno ancora bella mostra di sé sulle pareti esterne dell’ex stazione ma oggi rischiano di scomparire a causa degli imminenti lavori. A tal proposito il Collettivo Utopia scrivono: “Disgusta l’ipocrisia. Perché se si preserva il murale per amore dell’arte, allora vanno preservate tutte le opere d’arte che ci sono in quel posto, se invece lo si fa perché Walter non c’è più allora questa si che è vera ipocrisia (delle istituzioni e delle persone che prima non si erano mai accorte di quell’opera d’arte)”.

È proprio questo l’argomento che stimola la mobilitazione civica, ispirata in questi giorni anche dal papà di Walter, Dino Molli, impegnato sui social a condividere e valorizzare l’opera artistica del figlio prematuramente scomparso. Ad oggi le uniche voci che si alzano per ricordarlo non si possono udire perché sono immagini, quelle delle opere realizzate dagli studenti del Liceo Artistico “C. Colombo” di Marigliano, impegnati nonostante l’emergenza Covid nel 2°Concorso di Pittura “Premio Walter Molli”.

“I giovani artisti partecipanti sono tutti allievi del Colombo e hanno prodotto, in situazione di difficoltà ben immaginabile, 48 bellissimi lavori. Sono tutti reinterpretazioni personali di opere di Walter. La Giuria li ha valutati e, presumibilmente, nella prima decade di settembre ci sarà un bell’evento durante il quale verranno proclamati i vincitori e del quale parleremo in un prossimo blog”, queste le parole con le quali Dino Molli ha voluto presentare alla cittadinanza tutte le opere, pubblicandole su Facebook.

Intanto nel pomeriggio di ieri gli attivisti del Collettivo Utopia si sono dedicati materialmente alla salvaguardia dell’opera di Walter, coprendola con un telo di plastica fissato alla parete che, si spera, possa contribuire a preservarla almeno dalle operazioni preliminari ai lavori che stanno per iniziare. Una operazione di premura ma anche polemica, in quanto ciò che viene fuori è una sorta di “installazione” che ingabbia l’opera di Molli, sottolineando come un gatto in una gabbia possa diventare un leone, citando un antico proverbio indiano.
Per il resto si attende un incontro tra l’ex assessore Ricci e Dino Molli per capire quali potranno essere gli sviluppi e quali le garanzie per la tutela e la conservazione dell’eredità artistica del giovane mariglianese: per non permettere che scompaia un’altra volta.

Con le parole del prof. Andrea Amato, anima del progetto Sillabe di Arte: La memoria di un’umanità gentile e sensibile, di un estro artistico geniale e apprezzatissimo non può assolutamente essere cancellata. Anzi, va tutelata e promossa! Allora, impegniamoci tutti, Istituzioni e cittadini, affinché l’opera di Walter Molli, che è su una delle pareti della #città, non sia cancellata. Per Marigliano Walter vive e continuerà a vivere se il suo murale resterà dove ancora oggi è”.