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Sono trascorsi già sei giorni dal clamoroso arresto di Antonio Carpino, fino a lunedì scorso primo cittadino di Marigliano. Nessuna novità filtra dai palazzi di giustizia e per il momento la città continua a tenere il fiato sospeso, anche in virtù del fatto che tra meno di due mesi sono previste le elezioni comunali. Tuttavia in queste ultime ore l’attenzione sembra essere catalizzata dall’annuncio – atteso da giorni in verità – della discesa in campo di Sebastiano Sorrentino. Il decano della politica mariglianese ha infatti comunicato la propria disponibilità a candidarsi in una coalizione di liste civiche che però andrebbe a contendere proprio al “suo” centrosinistra lo scettro del potere: a muovere il suo volere, stando al comunicato stampa diffuso recentemente, sarebbe stata una richiesta dal basso, partita direttamente dai cittadini che si sarebbero appellati al suo senso del dovere.

Ovviamente le reazioni della politica non si sono fatte attendere. Ad aprire le danze è stato Antonio Vivenzio, coordinatore della neonata lista Periferia 2030, il quale ha affidato a Facebook una breve riflessione in cui si legge, tra le altre cose, che “fare politica come cura della città è operare delle scelte anche radicali (andando cioè alle radici dei problemi) in modo da rappresentare i bisogni e le aspirazione delle fasce più deboli della popolazione indicando prospettive e soluzioni senza proporsi come l’uomo della Provvidenza. Il primo contributo, questo sì veramente eccellente, sarebbe stato quello di dichiarare la sua scelta di campo, dentro uno schieramento di alleanze civiche impegnate politicamente orientato in senso progressista e riformatore.
In questa congiuntura drammatica ogni atteggiamento che fomenta confusione e incertezza è da irresponsabili non aiuta a fare chiarezza in un momento turbolento ed ad alto disorientamento per tutti gli elettori”.

Nelle ultime ore gli fa eco anche il lungo post del consigliere di maggioranza Vincenzo Esposito, il quale si rivolge “all’amico Sebastiano”, come in una lettera accorata, invitandolo a una profonda riflessione: “Caro Sebastiano, per trent’anni ho condiviso con te le scelte politiche intraprese, insieme le abbiamo portate avanti nel segno della coerenza del nostro credo politico. Negli anni insieme, partendo dalla D.C. siamo stati, a Marigliano, i fondatori della Margherita, dei Popolari e del Partito Democratico. Per ognuno di tali partiti sei stato il Politico di riferimento […] L’annuncio di ieri, della tua disponibilità a candidarti a Sindaco di una coalizione civica, con l’appoggio degli avversari politici di sempre (quelli di centrodestra), con quelli che ti hanno da sempre denigrato anche per la tua modesta cultura, e mi risparmio gli appellativi con i quali ti hanno da sempre apostrofato, mi lascia allibito. Da fraterno amico ti auguro di rinsavire e di continuare ad esercitare il tuo ruolo di Padre Nobile del centrosinistra mariglianese e non buttare all’aria circa mezzo secolo di coerenza politica”.

Intanto però il tempo stringe e, come fa notare la Lega, i comizi elettorali dovranno essere indetti entro il 7 agosto. Non è ancora chiaro se a Marigliano le cose procederanno normalmente fino al 20 settembre o meno: sul sito del comune è stato pubblicato l’avviso per provvedere agli adempimenti di partiti e movimenti politici (di cui all’art. 1, comma 11, leggee 3/2019) ma non è stata ancora comunicata ufficialmente una data per il prossimo consiglio. Va ricordato, a tal proposito, che l’amministrazione ha di fronte l’inderogabile necessità di approvare il bilancio e dovrà farlo proprio in consiglio comunale, assise nella quale verosimilmente verranno anche presentate le dimissioni del sindaco uscente e tuttora in custodia cautelare in carcere.