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L’enigma di un quadro: i due rappresentano l’ America dei pionieri o l’America di Trump?

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Tra il 1930 e il 1940 il quadro di Grant Wood, “American Gothic”, ( 1930, cm. 74 x 62, olio su tavola) diventa l’immagine dei valori profondi della provincia americana, i valori dei pionieri, che consentono al popolo di superare la crisi economica e a pittori e a scrittori di combattere le avanguardie dell’arte europea in nome di un realismo che Cesare Pavese definì il “realismo della vita subconscia”. Ma dagli anni ’60 in poi i personaggi di Wood diventano l’immagine di una comunità che rifiuta il confronto con il “diverso” e alimenta il razzismo. Il forcone è la struttura centrale del quadro, perché si ripete nei volti, nel disegno degli abiti, nella forma della casa. La foto di Gordon Parks  e quella di marito e moglie che a Saint Louis puntano le armi contro i manifestanti. Il romanzo di Arianna Farinelli.

 

Nel quadro, destinato a diventare un’icona del popolo americano, Grant Wood rappresentò nel 1930, una casa di Eldon, città dello Iowa, costruita secondo quello stile che veniva chiamato “gotico del carpentiere” e che adornava di elementi gotici- in questo caso il disegno della finestra centrale – strutture di legno. Grant immaginò come potessero essere gli abitanti di quella casa, e si servì come modelli della sorella Nan e del  dentista Byron McKeeby, a cui fece indossare gli abiti dei contadini americani del sec. XIX. Si pensò, in un primo momento, che i due personaggi dipinti da Grant Wood fossero marito e moglie, ma la sorella Nan, a cui non faceva piacere di essere “vista” come la moglie di un uomo molto più vecchio di lei, dichiarò a un giornalista che i due erano padre e figlia, e su questo punto Grant Wood non volle mai fare chiarezza. Si racconta che gli abitanti dello Iowa protestassero anche vivacemente contro un quadro che li rappresentava come “lugubri puritani”. E Gertrude Stein, che scrisse una splendida analisi sui valori tecnici dell’opera di Grant Wood, in sostanza diede ragione agli abitanti dello Iowa, perché, a parer suo, l’intenzione del pittore era di fare satira sulla profonda provincia americana, sui limiti manifesti della cultura rurale. Ma la grande crisi economica e sociale – la Grande Depressione – che sconvolse gli Stati Uniti tra il 1930 e il 1940 modificò sostanzialmente la “lettura” del quadro. “American Gothic” divenne l’icona dei valori dei pionieri, che venivano considerati il fondamento eterno della parte più nobile della civiltà americana, e quel quadro fu scelto come simbolo dai “populisti” e dagli artisti che in quel tormentato decennio diedero vita al movimento che prese il nome di “regionalismo” e che si proponeva di contrapporre il realismo dell’arte americana alla “furia distruttiva” delle avanguardie europee. Anche gli occhiali dell’uomo, giudicati da qualche critico una vistosa incongruenza – un contadino non fa uso di occhiali – divennero un simbolo: il simbolo del tempo e dell’attenzione che gli americani della provincia profonda dedicano alla lettura dei libri sacri.  Grant Wood condivise questa interpretazione “positiva”, , lasciò Parigi e lo stile di vita “parigino”, incominciò a frequentare i pittori “regionalisti” del Midwest, Thomas Hart Benton e John Steuart Curry, si oppose apertamente ai circoli culturali di New York e della Costa Orientale, che non volevano rinunciare al confronto con le ricerche e le proposte degli artisti europei. Il realismo del “regionalismo” americano aveva un carattere particolare, che Cesare Pavese sottolineò quando scrisse che questo “conturbante realismo della vita subconscia resta a tutt’oggi il più vitale contributo dell’ America alla cultura “ e fece i nomi  di Caldwell, di Steinbeck e di Faulkner. E’, dunque un realismo particolare, che nasconde dietro le forme del vero, rappresentate talvolta con fedeltà fotografica, “le torsioni psicologiche” dei personaggi: è, insomma, il realismo complicato e “aperto” spesso a interpretazioni anche contraddittorie, che trova la sua più intensa espressione nei quadri di Edward Hopper. Era fatale, considerati alcuni aspetti della storia degli Stati Uniti d’ America, che l’esaltazione dei valori profondi della provincia americana si colorasse di razzismo e promuovesse la chiusura – i muri – nei confronti del “diverso”. Nel quadro di Grant Wood il forcone è il dettaglio fondamentale: il suo schema si ripete nella struttura del volto dei due personaggi, nel disegno degli abiti, nelle forme della casa e della finestra. Il forcone dalla funzione di strumento di lavoro e di metafora dei valori positivi della civiltà contadina può passare agevolmente a quella di arma da usare contro chi non condivide tutti gli aspetti della nostra identità e della nostra cultura: in questa prospettiva è facile scorgere nell’espressione dei due i segni di una livida insensibilità. Nel 1942  Gordon Parks pubblicò una fotografia(vedi immagine in appendice) in cui una donna nera, incaricata delle pulizie, in piedi davanti alla bandiera degli Stati Uniti regge una scopa così come il contadino di Wood regge il forcone: alla foto Parks diede il titolo di “American Gothic”. Nel giugno di quest’anno a Saint Louis i manifestanti “pacifici” di Black Lives Matter entrano nel giardino di un palazzo privato – un palazzo in stile rinascimentale – e i proprietari, marito e moglie, puntano su di loro una pistola e un fucile: in alcune fotografie gli sguardi dei due- essi hanno avuto il pubblico elogio di Trump – sono molto simili a quelli dei personaggi di Wood (vedi immagine in appendice). E “Gotico Americano” Arianna Farinelli ha intitolato il suo romanzo, in cui Bruna va negli Stati Uniti per le ragioni dell’amore e del lavoro, ed è costretta a confrontarsi con una realtà ben diversa da quella disegnata dal “sogno americano”: è l’anno dell’ elezione di Trump a Presidente.