Le pipì di Dudù

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La Corte di Cassazione nell’agosto 2013, confermò la condanna per frode fiscale a Silvio Berlusconi. Per i giudici, Berlusconi quando era già in politica e non più alla guida delle sue società, nascose al fisco la bellezza di 368 milioni di dollari, tra soldi occultati e altri cancellati dalla prescrizione.

In quella sentenza la Corte scrisse che Silvio Berlusconi “ …ha una naturale capacità a delinquere”. A novembre del 2013 il Senato della Repubblica votò per la sua decadenza dalla carica di senatore e grazie alla Legge Severino da quel momento fu anche incandidabile.

Nonostante tutto questo, però, che non ci pare poco, l’ex cavaliere del lavoro non si inibisce ad andare in tv, vestendo i panni da leader politico a parlare di elezioni. Qualche sera fa ha presentato anche il suo programma elettorale, rappresentato da un albero, che nelle intenzioni vorrebbe essere una quercia ma ha tutte le sembianze di un pero o un melo.

Ad essere cattivi potremmo battezzarlo “l’albero degli zoccoli”, ma in realtà non è altro che il solito conflitto di interessi.

Stavolta ad essere favorito è Dudù, il suo barboncino (ECCOLI).