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Lavoro, conoscenze tecnologiche e digitali sono sempre più essenziali per il mercato

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Il mercato del lavoro sta subendo una forte evoluzione, in particolar modo sulla spinta dei cambiamenti dettati dal quadro economico generale e dalle nuove competenze richieste.

La tecnologia e il digitale incidono in modo importante sulle richieste di lavoro fatte dalle aziende, al punto che nel breve futuro ben 9 profili su 10 dovranno avere delle competenze digitali per riuscire a ricoprire una occupazione.

Questi dati emergono dalla ricerca effettuata dal Rapporto Excelsior di Unioncamere e Anpal, la quale sottolinea, inoltre, come nel 2018, sia cresciuto il divario tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Nel 25% dei casi analizzati relativamente alle nuove assunzioni, le aziende hanno lamentato difficoltà a trovare profili che soddisfino le competenze richieste: una percentuale in crescita rispetto a quella registrata negli anni precedenti.

Le competenze digitali sono richieste per il 60% delle figure professionali e la capacità di saper utilizzare specifici linguaggi e tecnologie IT è ritenuta fondamentale per il 50% delle nuove assunzioni.

La difficoltà nel trovare figure professionali esperte di digitale è dovuta a diversi fattori, non attribuibili solo alla scarsa preparazione di chi esce dal mondo degli studi, ma anche dal fatto che chi ha maturato conoscenze in tale ambito tende in breve tempo a farle fruttare attraverso percorsi in proprio, diventando libero professionista.

Per figure quali i programmatori, sistemisti e digital marketers oggi diventa interessante e proficuo mettersi in proprio lavorando come freelance, aprendo una partita IVA professionisti, beneficiando anche di diversi vantaggi fiscali, come spiegato nella guida realizzata da Fatture in Cloud.

Il rapporto Excelsior mostra, inoltre, quelli che sono i trenta profili più ricercati dalle aziende e difficili da recuperare.

Si tratta di quelli della filiera dell’elettronica e dell’informatica, che presentano un alto grado di specializzazione: analisti, progettisti di software, ingegneri meccanici ed energetici, ma anche figure che fanno riparazione e installazione di apparecchiature informatiche.

Sono di difficile reperimento anche figure quali: agenti assicurativi e immobiliari, elettrotecnici, tecnici elettronici.

Questo non fa altro che crescere il gap tra la domanda e l’offerta, con la conseguenza che cercare lavoro diventa sempre più difficile.

Questo lo è molto di più nelle regioni settentrionali, a causa di un mercato altamente competitivo, ma anche nelle regioni del sud dell’Italia, dove sono presenti tassi di disoccupazione doppi e dove si registrano complessità maggiori a trovare occupazione.

Per i giovani la difficoltà di reperimento sale al 26%, toccando punte del 62% per gli specialisti in scienze informatiche, chimiche e fisiche, del 43% per le attività meccaniche ed elettromeccaniche, del 45% per i tecnici nel campo ingegneristico, informatico e produttivo.

Questo scenario mostra come ci sia l’imminente necessità di far collaborare tutti i soggetti coinvolti in un processo di miglioramento dell’istruzione, della formazione e del lavoro.