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La premessa. La storia che vi sto raccontando vede il suo prologo in Napoli – Genoa, che iniziava con qualche rischio di contagio perché già alcuni genoani sono risultati positivi al Sars-Cov-2. I risultati di altri tamponi porteranno poi il numero di positività a ben 22, nel Genoa si accende un focolaio di contagi, naturale aspettarsi qualche ripercussione sugli azzurri. E infatti dopo pochi giorni risultano positivi Zielinski e Elmas, più un membro dello staff. Non è detto che questo numero non possa aumentare nei prossimi giorni. Il giorno della partenza per Torino arrivano delle disposizioni locali, da parte di ASL e regione, il Napoli non può partire, resta a casa. Viene imposto a Zielinski e tutti coloro che erano stati a contatto con lui (quindi tutti gli altri azzurri) l’isolamento fiduciario obbligatorio. Con una PEC de Laurentiis comunica l’accaduto a Lega, FIGC, giudice sportivo e Juventus, chiedendo il rinvio della gara.

Il caos. Dal canto suo la Juve spinge per giocare, e lo stesso fa la Lega Serie A, nonostante sul regolamento varato proprio dalla Lega di Serie A si legga come le disposizioni valgano “fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità Statali o locali, nonché della Federazione Italiana Giuoco Calcio”. E i social scoppiano, confermando i soliti pregiudizi antinapoletani. I social confermano la mancanza di buon senso da parte di coloro che non si sono resi conto dei momenti bui che vive il mondo da qualche mese a questa parte. Non aiuta l’atteggiamento “provocatorio” della Juventus che ha continuato, in attesa di una decisione della Lega, a “spingere” la propria posizione con Tweet ufficiali, mandando il messaggio di voler scendere in campo per guadagnarsi un 3-0 a tavolino. L’ASL scriverà: “Tutelare la salute dei napoletani spetta a noi, non dobbiamo chiedere permessi”. E non aiuta il fatto che il protocollo della Lega lasci dei punti bui, che mettono in crisi il proseguo dell’intero campionato. E’ evidente che il protocollo in essere risulti fallace. Lo era già prima di Napoli – Genoa, con il numero di positivi salito a 22, già il giorno dopo.

Ma non mi sorprendo. Ma come dico da giorni non mi sorprende questo stato d’incertezza, che è insita nella natura stessa della diffusione di un virus come il Sars-Cov-2. Dato il suo periodo di incubazione, si può presentare anche molti giorni dopo il contagio. E questo non può essere scongiurato perché i giocatori non trovati positivi dopo i primi tamponi, continueranno ad allenarsi assieme e potenzialmente a contagiarsi a catena, senza esserne chiaramente a conoscenza. E’ il noto pericolo degli asintomatici, mine vaganti che la maggior parte delle volte non rappresentano un rischio diretto, ma diffondono un contagio che rappresenta una spada di damocle per i più deboli e per gli anziani. Non mi sorprende che dopo solo 2 giornate ci siamo trovati a dover affrontare una problematica del genere, che nasce da un focolaio incontrollato a Genoa. Non mi sorprendono le strumentalizzazioni mediatiche. Non mi meraviglia il partitismo di giornali, giornalisti e tifosi di parte. Che povertà di buon senso e oggettività.

Nel caso in cui….. Cosa sarebbe successo se il Napoli, con possibili altri positivi, fosse andato a Torino e avesse contagiato giocatori della squadra avversaria? Avremmo incolpato i soliti napoletani, non solo colerosi storici, ma anche untori e rei di tentativo di strage? Cosa avreste detto di de Laurentiis, già contagiato, e tacciato di aver avuto una condotta non corretta proprio poche settimane fa? Giocare favorirebbe quella catena del contagio che nella vita di tutti i giorni cerchiamo di scongiurare con il distanziamento sociale, e eventuali isolamenti fiduciari. Sembra veramente che siano più importanti i propri interessi che quelli della collettività, e in queste ore l’idiozia del tifo e della fede calcistica ha esasperato il peggio che ci circonda.

Il mio cinico pensiero per il futuro. Mi sarebbe però piaciuto vedere la Juventus scendere in campo, e attendere in uno stadio vuoto i tempi necessari per la vittoria a tavolino, e vederla dalla TV, in rigoroso silenzio.

La realtà supera l’immaginazione. Avevo scritto quanto avete letto prima della decisione finale della Lega. Dopo la decisione devo constatare come il mio cinico pensiero per il futuro (condiviso da qualcuno anche sulla rete) si sia trasformato in realtà. La Lega (non quella lombarda, ma di parte come quella) decide che si giocherà e ci godremo una delle farse meglio orchestrate della storia del calcio Italiano. La Lega vale più delle decisioni dello stato, prevarica le decisioni di un organo preposto alle scelte in materia sanitaria. Addirittura, la Lega smentisce le parole del Ministro della Salute Speranza. Il Napoli perderà a tavolino perché rispetta le regole imposte dagli organi locali. Io mi sentirei umiliato nel vincere una partita in questa maniera, una partita che avrebbe visto il Napoli col pugnale dalla parte del manico, avendo vinto e convinto nelle prime due gare. Oggi si sono superati tutti i limiti. Sono circa le 20:00, ma sono sicuro che ne vedremo ancora delle belle.

Una notizia sottotono. Nel frattempo, in mezzo a questo marasma, passa in secondo piano l’unica cosa che da tifosi ci dovrebbe interessare: Bakayoko fa le visite mediche a Napoli, per accingersi a firmare per il Napoli. Forza Napoli!