L’omicidio stradale avvenne il 18 settembre del 2020 a Pomigliano d’Arco
Il tribunale di Nola ha appena notificato l’ordine di esecuzione della sentenza definitiva e non appellabile con cui è stato condannato per omicidio stradale a 4 anni di reclusione F.M., 21 anni, il ragazzo di Casalnuovo che il 18 settembre del 2020 investì con la sua auto e uccise Giuseppe Travaglino, 26 anni, un giovane di Acerra che stava attraversando a piedi una strada di Pomigliano mentre era intento a trascorrere una serata con i suoi amici. Comunque F.M. non andrà in carcere.
La condanna a 4 anni scaturita dal rito abbreviato gli consentirà di non fare un solo giorno di prigione. Il legale di F.M., l’avvocato Antonio Pelliccia, ora che è stata data esecuzione alla sentenza chiederà al giudice di sorveglianza una misura alternativa alla detenzione in prigione, come del resto prevede la legge. “Questa condanna non ha consentito che per il mio assistito si aprissero le porte del carcere – commenta Pelliccia – anche grazie al fatto che in tutto questo frattempo la condotta dell’imputato è stata molto collaborativa e corretta”. L’investimento avvenne poco prima della mezzanotte di venerdi 18 settembre 2020 a Pomigliano, sulla centrale via Roma. Qui una Fiat 500 con alla guida F.M., che all’epoca dei fatti era appena maggiorenne, allo scopo di eludere il traffico della movida invase la corsia opposta a velocità sostenuta ma impattò sul povero Giuseppe, che fu colpito in pieno. Il giovane acerrano morì nell’Ospedale del Mare di Napoli dopo cinque giorni di agonia.
La vittima
Giuseppe si era laureato con 110 e lode e bacio accademico in finanza, presso la facoltà di economia e commercio della Federico II. “Era talmente bravo – raccontò il papà – che senza nemmeno uno straccio di raccomandazione era stato assunto in una società finanziaria controllata dallo Stato, la Sace. Poco prima di essere preso aveva fatto un master ed era risultato il primo del suo corso”. I medici del reparto di terapia intensiva dell’Ospedale del Mare di Napoli dichiararono la morte cerebrale della vittima del grave incidente. Travaglino si trovava ricoverato nel grande nosocomio del quartiere napoletano di Ponticelli dalla notte tra il 18 e il 19 settembre, trasportato là da un’ambulanza del 118. Ma il ragazzo quando giunse al pronto soccorso già presentava un quadro clinico disperato. Aveva subito un grave trauma cranico ed era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico finalizzato alla rimozione di un ematoma alla testa. Dopo l’intervento fu trasferito in terapia intensiva. Non ci fu nulla da fare. Per il ragazzo fu dichiarata la morte cerebrale, cinque giorni dopo. I genitori ne autorizzarono subito l’espianto degli organi. Grazie a questo straordinario gesto della mamma e del papà della vittima altre vite furono salvate.
La rabbia
La vicenda ha lasciato tanto amaro in bocca. In base alla ricostruzione dell’accaduto Giuseppe Travaglino poco prima delle mezzanotte di quel maledetto venerdì fu centrato in pieno a Pomigliano da un’auto che stava effettuando un sorpasso a velocità elevata in un punto della città molto frequentato dai giovani che affollano la movida notturna di Pomigliano. Giuseppe poco prima era sceso dalla sua vettura e stava per attraversare la strada, via Roma, allo scopo di raggiungere alcuni suoi amici che già si trovavano in un pub del posto, tra una braceria e un ristorante pizzeria estremamente frequentati. Fu un attimo. Il giovane fu investito in pieno da una Fiat 500 ultimo modello che giungeva a tutta velocità dall’incrocio tra via Roma e via Guadagni.
“Ha fatto un volo impressionante – il racconto di alcuni testimoni oculari – quando è caduto a terra non si muoveva”. Il conducente della 500, un ragazzino, si fermò e scese dalla sua vettura. Poco dopo giunse l’ambulanza. Furono momenti ad altissima tensione anche perché gli amici di Giuseppe Travaglino, in quel momento esanime a terra, si lanciarono contro l’investitore, accusato di aver voluto evitare la fila delle auto che gli stavano davanti procedendo ad alta velocità sulla corsia opposta.
Nella foto il compianto Giuseppe Travaglino



