Impianti di compostaggio, Bonavitacola striglia il fronte del no: “Vanno fatti”

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Fulvio Bonavitacola, in piedi, a Pomigliano
Fulvio Bonavitacola, in piedi, a Pomigliano

Il vicepresidente della giunta regionale è intervenuto venerdi sera al convegno organizzato a Pomigliano da Tommaso Sodano

Pomigliano d’Arco – “L’impiantofobia è inaccettabile”. L’altra sera a Pomigliano Fulvio Bonavitacola non ha usato mezzi termini sulla questione dell’impianto comunale di compostaggio dei rifiuti e, più in generale, sulla necessità di realizzare queste strutture pubbliche nei comuni campani, sono 14, designati a ospitarli ai sensi del piano regionale di smaltimento. Intanto, per rispondere alle resistenze degli ambientalisti, il vicepresidente e assessore all’ecologia della giunta De Luca ha voluto raggiungere di persona la città di Luigi Di Maio e della prima alleanza locale tra M5S e PD. Obiettivo: lanciare un messaggio deciso per accelerare l’inizio dei lavori destinati alla creazione di una vasta e capiente rete pubblica di riciclo degli scarti. L’occasione è stata offerta da un convegno sul libro di Edo Ronchi, “le sfide della transizione ecologica”, a cui ha partecipato lo stesso sociologo e ministro dell’ambiente dal 1996 al 2001 e che è stato organizzato nel salone della Distilleria da un pomiglianese doc, Tommaso Sodano, ex senatore di Rifondazione Comunista ed ex vicesindaco di Napoli nell’era de Magistris.

“Quando si fanno correttamente e tecnicamente impianti per la gestione del ciclo dei rifiuti questi si devono fare – ha esortato Bonavitacola – quella che io chiamo l’”impiantofobia” è inaccettabile. Il fatto che ci siano posizioni, anche di amministratori, che dicono “vabbè, fatelo, fuorché nel mio comune”, è sbagliato. Ed è sbagliato che gli enti di governo del ciclo dei rifiuti a volte ritardano perché non vogliono responsabilità”.

C’è un fronte del no che si sta rafforzando nel territorio a nordest di Napoli. Sta ruotando attorno alle figure carismatiche del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, e di don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice, attraverso il circolo cattolico “Laudato si’”, sorto sulla spinta dell’omonima enciclica ecologista di papa Francesco. “Per Acerra la Regione non ha programmato nessun impianto”, ha replicato Bonavitacola a proposito dell’arrivo nella città dell’inceneritore di nuove fabbriche private di trattamento rifiuti. “Noi – ha aggiunto il vicepresidente regionale – dobbiamo distinguere tra impianti pubblici e impianti privati. Finché ci sono leggi che consentono agli imprenditori di fare un impianto la Regione lo autorizza perché per legge deve verificare se quel progetto corrisponde a certe caratteristiche. E se non lo fa perde al Tar e fa un’omissione: commette un reato”.

Al convegno, nel corso del quale è intervenuto don Aniello Tortora, responsabile della pastorale del Lavoro della diocesi di Nola, c’è stato spazio per l’emergenza miasmi a Giugliano. “Ho preso posizioni critiche sull’Arpac – ha spiegato Bonavitacola – perché ci siamo mossi non con il piglio necessario. Ma ora stiamo lavorando tutti alacremente. Possiamo dire questo: dove gli impianti funzionano a regola d’arte il problema non c’è. Quindi se i miasmi dovessero essere causati da un impianto, e i giorni prossimi ci diranno gli esiti di una serie di attività di monitoraggio, anche attività investigative, non sarà perché esiste un impianto ma perché c’è un impianto che non funziona come deve per legge”. Il vicepresidente ha insistito sulla rete del compostaggio. “Noi – la sua ulteriore “strigliata” – non possiamo pensare soltanto in grande ai temi della transizione ecologica. Dobbiamo essere coerenti nei comportamenti individuali e nei giudizi”. Poco dopo ha preso la parola il sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro.

 

“Vedendo il nostro territorio martoriato da decenni di ingiustizie ambientali – ha detto – il punto di non ritorno è stato superato. Le parole del vicepresidente Bonavitacola sono state efficaci perché in Campania dobbiamo avviare la transizione ecologica più velocemente che altrove: comuni e Regione facciano la loro parte”.