Sull’episodio indagano i carabinieri. Le condizioni del lavoratore, un manovale dell’indotto, sono stazionarie. E’ stato operato alla testa per una emorragia
Ha subito un’operazione alla testa e ora si trova nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale del Mare, mentre parenti e amici pregano per la sua vita e i sindacati scioperano per lui e per tutti i lavoratori che rischiano la pelle ogni giorno. Se la sta passando davvero brutta l’anziano operaio edile, 64 anni, di Sant’Anastasia, che lunedi è caduto da una parete della grande fabbrica aeronautica Leonardo di Pomigliano mentre stava rimettendo in sesto i muri di un reparto strategico dell’impianto. L’incidente si è consumato nel reparto “bonding”, dove si costruiscono i materiali compositi destinati alle strutture dei velivoli civili Boeing e Airbus. Il manovale, un lavoratore dell’indotto, alle dipendenze di una ditta di costruzioni di Acerra, alle otto e un quarto del mattino si trovava piazzato a circa tre metri di altezza davanti a una parete della fabbrica quando ha perso l’equilibrio ed è caduto. Nell’impatto a terra ha battuto violentemente la testa.
Emorragia alla Testa
« Lo abbiamo visto riverso sul pavimento. Era fermo, non parlava. Aveva perso i sensi e gli usciva il sangue dalle orecchie », la cruda testimonianza di alcuni lavoratori della Leonardo che hanno assistito all’infortunio sul lavoro potenzialmente mortale. A ogni modo, secondo quanto riferito dall’azienda, i soccorsi sono stati immediati. L’ambulanza sarebbe giunta in poco tempo consentendo l’arrivo in tempi sufficientemente brevi dell’ennesima vittima sul lavoro al pronto soccorso dell’ospedale del Mare, distante dodici chilometri, nel quartiere napoletano di Ponticelli. Il manovale è stato ricoverato in codice rosso e operato d’urgenza. I neurochirurghi gli hanno dovuto fermare l’emorragia che si era sviluppata nel cranio pesantemente traumatizzato dall’impatto al suolo. Dopo l’operazione l’operaio è stato trasferito in terapia intensiva. Le sue condizioni oggi sono stazionarie. La prognosi è sempre riservata.
Lo Sciopero
Quindi la reazione dei sindacati, iniziata nel pomeriggio della stessa giornata di lunedi, quando le segreterie nazionali dei metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm hanno fatto affiggere nella bacheca dello stabilimento un duro comunicato di condanna dell’episodio. « Se un lavoratore sta lottando tra la vita e la morte – le parole usate nel messaggio delle segreterie nazionali – è perché evidentemente si lasciano le aziende in appalto libere di non rispettare le norme minime di sicurezza ». Da Roma i vertici delle organizzazioni di categoria hanno chiesto ai sindacati di fabbrica di proclamare lo sciopero. L’astensione dal lavoro si è svolta ieri, due ore di stop per ogni fine turno. Secondo indiscrezioni la partecipazione allo sciopero da parte dei lavoratori di Leonardo sarebbe stata alta.
I silenzi
Ma la notizia del grave infortunio in fabbrica non è stata diramata ai media. E’ trapelata in maniera informale soltanto dopo più di 24 ore. Un silenzio inspiegabile se si considera che il fatto è avvenuto nella più grande fabbrica aeronautica del Mezzogiorno, dove lavorano circa 3mila persone. Comunque lunedi mattina si sono recati sul luogo dell’incidente i carabinieri della stazione di Pomigliano e i tecnici dell’Asl Napoli 3 sud. Le indagini sono coordinate dal maggiore Pietro Barrel, comandante della compagnia di Castello di Cisterna. Indagini complesse. I militari devono verificare in quali condizioni il manovale si trovasse a circa tre metri di altezza dal suolo e se indossasse casco e imbracatura al momento della caduta. Al vaglio degli inquirenti anche le condizioni contrattuali e salariali e il rapporto che lega la ditta di costruzioni alla committente. « E’ necessario avere un confronto urgente con la Leonardo – scrivono le rsu dello stabilimento di Pomigliano e i responsabili della sicurezza di Fim, Fiom e Uilm – in particolare sul tema delle attività esternalizzate che nel corso degli anni sono state utilizzate in modo massiccio e prolungato ».

