Gli 80 anni del prete guerriero: Pomigliano fa gli auguri a don Peppino

0
591
don Peppino Gambardella
don Peppino Gambardella

Il compleanno del sacerdote salutato da migliaia di persone del territorio a nordest di Napoli

Sin da molto prima che diventasse il parroco della chiesa madre di Pomigliano, la chiesa del santo patrono della città, San Felice, don Peppino Gambardella, già nella sua Visciano, ha voluto sempre testimoniare la sua fede di pastore della Chiesa con atti concreti da mettere in pratica in favore dei più deboli, senzatutto, immigrati, disoccupati, precari, operai in serie difficoltà. Quindi l’arrivo nella città delle fabbriche, alla guida della chiesa di San Felice e di quella del Carmine, dove, nel 1993, suonò le campane che fecero scattare l’allarme per impedire il trasferimento di merci e macchinari dall’Alenia aeronautica, l’attuale Leonardo. La grande fabbrica all’epoca era presidiata dai lavoratori in sciopero contro l’annuncio di 5mila licenziamenti. Da quel momento, dal giorno delle campane, don Peppino divenne per tutti il “prete operaio”, una definizione certamente scomoda, soprattutto di questi tempi, ma che per lui è tuttora motivo di vanto e orgoglio. Sono stati tantissimi i momenti della vita sociale nel corso dei quali il focolarino nonché docente della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale è sceso in piazza al fianco di chi soffre. Poi, nel 2015, l’istituzione del fondo di mutuo soccorso “Legami di Solidarietà”, voluto insieme con il segretario della Cgil, Maurizio Landini. Un’iniziativa che per motivi ancora sconosciuti non è decollata, nonostante le decine e decine di richieste di aiuto alle quali sono state date piccole ma significative risposte, come il pagamento delle bollette e la distribuzione di alimenti a chi davvero non ce la fa più. E che dire degli epici scontri del “don” con tutti i sindaci della città, da Lello Russo a Michele Caiazzo ad Antonio Della Ratta. Intanto il sacerdote guerriero sta preparando l'”offensiva” ambientalista per rivendicare la bonifica del territorio insieme con il suo no agli impianti inquinanti e a quelli progettati per il trattamento dei rifiuti. Una posizione ferma e intransigente che per l’ennesima volta sta portando don Peppino a scontrarsi con tutti i livelli della politica. Ma oggi la città si è fermata per fargli gli auguri: 80 anni con tante battaglie appena iniziate e ancora da iniziare.