Finte dosi di vaccino, la confessione: “L’abbiamo fatto per soldi ma non sappiamo altro”

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Continua l’indagine dei Carabinieri di Napoli sui finti vaccini somministrati tra novembre e gennaio. Dopo aver scoperto le chat incriminanti in cui si è scoperto il modus operandi, Giuliano Di Girolamo e Rosario Cirillo hanno confessato il reato.

Era Cirillo, operatore sanitario, secondo la Procura, ad organizzare il tutto prendendo i contatti di coloro che erano interessati ad avere il Green Pass fingendo di sottoporsi al vaccino, mentre Di Girolamo, infermiere procedeva con la finta somministrazione. Pianti, disperazione, scuse durante l’interrogatorio con il gip Enrico Campoli che servono a ben poco se non a fare comprendere il pentimento dei due. “L’ho fatto solo per i soldi” – ammette Cirillo, che poi spiega nel dettaglio come avveniva la messa in scena – “sono solo un operatore, quindi le somministrazioni non le facevo io. Mi occupavo di prendere i contatti dei clienti che erano interessati tramite telefonate e messaggi ma qualcuno chiamava anche l’altro.”

De Girolamo poi concede un altro dettaglio, ovvero che la richiesta di iniziare questo lavoro era avvenuta per la prima volta a settembre:” La prima volta ho rifiutato, poi sono tornati dopo due mesi, a novembre, e ho accettato perché avevo bisogno di soldi, non sapevo come fare.

Le confessioni dei due indagati però al momento non bastano. C’è un tassello importante che manca agli inquirenti per ricostruire tutta la vicenda, ovvero chi ha messo in contatto i due e i no vax. Bisogna ora capire com’è davvero nata la truffa dei vaccini, come facevano queste persone a sapere che Cirillo e De Girolamo fingevano di somministrare il vaccino, se c’è qualcuno nell’hub di Capodimonte che vi ha partecipato e soprattutto come hanno fatto i 40 cittadini che si erano accordati con gli infermieri a finire nel box giusto.

Gli inquirenti temono ci sia un cerchio molto più ampio rispetto a quello finora ricostruito, soprattutto perché vi sono immischiati anche dipendenti del Ministero dell’Interno, dell’istruzione e famosi imprenditori del napoletano che si sono accordati ricevere la finta somministrazione pagando 150 euro. Inoltre, è stata scoperta una rete di  contatti tra i due infermieri e persone che abitano in Puglia e, anche se i due continuano ad affermare di non sapere da chi sia partita questa storia ma di essersi trovati semplicemente a mettere in atto le procedure, è ormai quasi certo che l’inchiesta sarà più lunga di quanto si potesse immaginare.