Fiat: l’azienda chiede 500 operai di Pomigliano per Cassino, da marzo. Ma l’accordo non c’è ancora

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Ieri non è stata sottoscritta l’intesa. Si firmerà molto probabilmente il 21.  

 

Lo stabilimento di Pomigliano è l’impianto “gold medal” del gruppo ma produce ancora soltanto un’utilitaria, la Panda, che non vende abbastanza per dare lavoro a salario e orario pieni a tutti i 4500 addetti, 3200 dei quali sono sottoposti al regime del contratto di solidarietà. Nonostante ciò la Fiat chiede che 500 operai di Pomigliano, in particolare quelli già avvezzi al lavoro sulle linee di produzione, si rechino ogni giorno a Cassino, a partire dal prossimo marzo, allo scopo di supportare nell’impianto ciociaro il lancio delle nuove produzioni Alfa Romeo Giulia e Stelvio. L’impiego degli operai di Pomigliano durerà due anni ma questi lavoratori dovranno sottoporsi a un pendolarismo molto difficile perché lo stabilimento cassinate è piuttosto distante. Dall’area napoletana dista mediamente 100 chilometri. Per questo motivo i sindacati firmatari dell’accordo Panda tentano di ottenere rimborsi economici adeguati allo sforzo per le tute pomiglianesi che dovranno recarsi così lontano per poi fare ritorno a casa quotidianamente. Ma l’intesa ieri non è stata trovata. Se ne ridiscuterà il prossimo 21 dicembre, data in cui molto probabilmente Fim, Uilm, Fismic e Ugl sottoscriveranno quest’ulteriore patto. Ora però c’è da chiedersi che ne sarà di Pomigliano, che nonostante sia l’impianto designato medaglia d’oro dal gruppo automobilistico resta la Cenerentola dello stesso, con una piccola e semplice vettura da produrre dopo aver realizzato per anni prodotti di successo e di ottimo livello tecnologico come le Alfa Romeo 156, 159 e 147. Intanto a Cassino, dove già si produce da tempo la Giulietta, si prevedono 1800 nuove assunzioni e a Melfi le produzioni 500 x e Jeep Renegade hanno saturato l’occupazione dell’impianto.

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