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Fagioli all’uccelletto

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Insopportabile. È davvero insopportabile assistere ogni giorno ai lamenti di centinaia, anzi di migliaia di lavoratori che rivendicano pretese assurde. Ieri a Roma decine di lavoratori Sky hanno protestato perché non vogliono essere trasferiti a Milano, per problemi economici e familiari; cose mai viste! Di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico (Sviluppo Economico, uau!) centinaia di lavoratori di Agile-Eutelia e Aci Informatica hanno manifestato perché si trovano in mobilità e non sanno come andrà a finire…

E le multinazionali? Vogliamo parlarne? Quanti sacrifici stanno facendo; c’è la ArceloMittel che opera nel settore dell’acciaio e s’è presa lo scomodo di presentare un piano industriale per l’Ilva. Sì è vero, ha previsto 4 mila esuberi e migliaia di contratti a diritti limitati, ma vuoi mettere la soddisfazione di far parte dei mitici caschetti gialli di Taranto, coi polmoni affumicati e la rabbia in corpo? E la Nestlè? Che dire della Nestlè? Tra esuberi, mobilità e licenziamenti non smette di farci venire l’acquolina in bocca.

La nota stonata di questo panorama italiano mozzafiato sono i lavoratori. Si ostinano a pretendere che non gli venga tagliato lo stipendio e si incazzano pure se gli viene tagliato lo stesso. Involgariscono ogni cosa con la mania di parlare di soldi e di diritti. A queste persone non bisogna dare ascolto, per carità, altrimenti corriamo il pericolo che l’Italia diventi una democrazia, dove anche un cittadino qualunque rischia di essere ascoltato da qualcuno.

Viviamo così bene in questa schiuma di fagioli (ECCOLA)!