Elezioni ad Acerra, tocca al lavoro che non c’è: in campo gli ex operai Montefibre

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Domani ultimo consiglio comunale prima del voto del giugno. I disoccupati dello stabilimento chimico chiederanno all’assemblea cittadina un voto per sollecitare un un incontro col governo e per ricollocarli al lavoro nel territorio      

 

Nella strategica Acerra la campagna elettorale in vista delle comunali di giugno s’infiamma sul tema probabilmente più scottante del territorio insieme a quello ambientale, il tema del lavoro che non c’è più. Per domani infatti è previsto l’ultimo consiglio comunale prima del voto. Intanto gli ex operai della fabbrica chimica Montefibre, finiti da quasi vent’anni in mobilità e attualmente con un’indennità mensile di 550 euro, hanno annunciato la loro presenza nell’assemblea cittadina. “Chiederemo ai consiglieri comunali – anticipa Mimmo Falduti, uno degli ex operai – di votare un documento per sollecitare un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e per vincolare qualsiasi ipotesi di reindustrializzazione dell’ex fabbrica chimica alla nostra ricollocazione”.

 

La scorsa settimana una delegazione dei disoccupati Montefibre è stata ricevuta dal presidente del consiglio comunale, Andrea Piatto, e dai capigruppo consiliari Paola Montesarchio, del PD, e Carmela Auriemma, del Movimento Cinque Stelle. L’obiettivo degli ex lavoratori chimici era di ottenere il si dei consiglieri a votare un documento in loro favore nell’assemblea cittadina, già convocata per la mattinata di venerdi 29 aprile, domani.    Ma non erano presenti all’incontro tutti gli altri capigruppo della maggioranza uscente, che avevano peraltro disertato anche le altre convocazioni del presidente del consiglio comunale Piatto, ormai finito in rotta con la maggioranza e passato praticamente all’opposizione contro il sindaco Lettieri e i suoi eredi (la maggioranza, poiché il sindaco è al suo secondo mandato, l’altro ieri ha appena candidato a sindaco il medico Tito D’Errico).

 

Si teme a questo punto un conflitto politico sulla questione Montefibre. Una contrapposizione che potrebbe consumarsi proprio durante il consiglio comunale di domani. “Anche noi ex operai Montefibre lo temiamo – il timore di Falduti – ma io spero che tutta la politica locale ritrovi unità per il nostro bene e di tutta la città”. A ogni modo c’è da sottolineare che quando la vertenza dei 150 ex operai Montefibre  aveva raggiunto il suo culmine con incontri, manifestazioni e sit in, il sindaco Lettieri ha inviato una lettera scritta di suo pugno, il 10 febbraio di quest’anno. Un messaggio spedito al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando.

 

“Ci sarebbe una soluzione concreta per aiutare questi lavoratori – ha scritto il primo cittadino – e cioè accedere ai benefici previdenziali previsti dalla legge 257 del 1992 che permetterebbe loro di “scivolare” verso la pensione, anche sulla base della condizione di lavoratori che sono stati esposti all’amianto in fabbrica”. “Invito chiunque ne abbia potestà – l’appello finale di Lettieri contenuto nella missiva – a mettere fine a questa inaccettabile ingiustizia”. Tensioni su tensioni. La portavoce cittadina del Movimento Cinque Stelle, Carmela Auriemma, non ha ancora deciso l’alleanza con il PD. Coalizione di centrosinistra ancora in alto mare dunque.