De Luca annuncia quarta linea inceneritore e infiamma Acerra: coro di no dai candidati

0
1219

ACERRA – La questione inceneritore irrompe nella campagna elettorale grazie a un tackle di De Luca. La costruzione di una nuova linea, la quarta, nell’impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati di Acerra è in programma, come ha confermato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

“E’ una richiesta – ha detto oggi a margine della presentazione di “Green Med Symposium, Stati generali dell’Ambiente in Campania” – che ci ha fatto A2A, la società che gestisce l’impianto di Acerra. Ci segnalano infatti che da qui a qualche anno avremo un problema drammatico di manutenzione e di sostituzione di alcuni impianti, di alcuni forni. Ovviamente ci dicono che o cisi prepara o da qui a 4-5 anni dovremo chiudere due linee, perché diventa obbligatorio fare manutenzione. Dunque dobbiamo prepararci, sapendo che occorrono decine di milioni di euro, non sono piccoli interventi, per fare una linea di riserva che ci consenta di avere una manutenzione programmata, cioè di poter chiudere ogni 3 o 4 anni una linea e sostituire completamente l’impiantistica”.

Il sindaco Lettieri. “Con noi non ci sarà nessuna quarta linea, mai! Come abbiamo fatto in altre occasioni continueremo ad opporci in tutte le sedi opportune e lo ribadiamo ancora una volta, nessuna quarta linea. Noi siamo per la dismissione dell’impianto. Si facessero da qualche altra parte. Acerra già ha pagato un prezzo altissimo per incenerire i rifiuti di tutta la Campania” ha dichiarato il sindaco in carica Raffaele Lettieri che è candidato al consiglio comunale con la Lista Lettieri.

Tito D’Errico. “Il presidente De Luca propone una soluzione non adeguata per Acerra e per gli acerrani. Occorre rivedere il ciclo dei rifiuti in Campania. Se sarò sindaco della Città non accetterò mai una quarta linea del termovalorizzatore.” ha dichiarato il candidato sindaco Tito D’Errico.

 

Vincenzo Crimaldi. “De Luca deve smetterla di considerare Acerra la pattumiera della città di Napoli e dell’intera provincia. Siamo stanchi di questa politica del centrosinistra che da anni vede la nostra città come la soluzione ai problemi degli altri. Il peccato originale di Acerra è il termovalorizzatore: da qui nascono tutte le problematiche di questi anni. Non ci sono impianti di trattamento intermedi per i rifiuti, il capoluogo fa raccolta differenziata solo in teoria, non c’è traccia di una politica ambientale. L’ultima volta hanno anche tentato di inviarci i rifiuti provenienti dalla Tunisia. Chi paga tutti questi errori? Acerra. E’ ora di dire basta a questo scempio, è l’ora di riqualificare il territorio. Acerra non può essere la discarica autorizzata di Napoli”. Lo dice Vincenzo Crimaldi, candidato sindaco di Acerra per coalizione “Il Cambiamento, davvero”, composta da “Fratelli d’Italia” e dalle due liste civiche “Cittadini per Acerra” e “Fare Comune”.

Andrea Piatto. “In una campagna elettorale dove proponiamo il superamento dell’inceneritore e per la prima volta inseriamo nel programma elettorale l’ecologia circolare ci troviamo a dover discutere di ampliamento del termovalorizzatore e di una quarta linea.” Così il candidato sindaco di “X Acerra Unita” Andrea Piatto replica all’ipotesi di una quarta linea per il termovalorizzatore avanzata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca.

“Ancora una volta come nel 2004 viene chiesto alla comunità acerrana di dover sobbarcare sulle proprie spalle il peso del ciclo dei rifiuti in Campania agitando lo spauracchio dell’emergenza. Come nel 2004 so da che parte stare. Come nei mesi scorsi di fronte alla possibilità di un ennesimo insediamento e della creazione di un polo dei rifiuti sul nostro territorio io e la nostra coalizione a vocazione ecologista sappiamo da che parte stare.”

“Attendiamo che ce lo dicano tutti i candidati, compresi quelli che hanno nelle proprie liste Calenda, storico sponsor dell’impianto, e quanti hanno aderenze con l’A2A. La nostra risposta è ferma perché è già nel programma presentato alla città. La loro si vedrà ma non è più rinviabile” conclude Piatto.