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Stabilimento FIAT Pomigliano

 

Coronavirus: mentre la Fiat di Pomigliano decide di chiudere i battenti da oggi e fino a domenica, riduce drasticamente le attività uno dei centri commerciali più grandi d’Italia, il Vulcano Buono di Nola. Centro commerciale che, a causa del contagio, per la prima volta nella sua breve storia di circa tredici anni chiuderà in tutti i fine settimana sino al 31 marzo. Nei giorni feriali invece, sino a venerdi 3 aprile, i negozi saranno aperti dalle 12 alle 19 del lunedi e dalle 10 alle 19 dal martedi al venerdi. Bar e ristoranti saranno aperti dalle 12 alle 18 del lunedi e dalle 10 alle 18 dal martedi al venerdi. L’unica struttura che all’interno del centro commerciale continuerà a restare aperta ogni giorno sarà l’ipermercato Auchan. Che però ridurrà gli orari di apertura: lunedi, domenica e festivi dalle 10 alle 20 e dal martedi al sabato dalle 9 alle 20. I 140 lavoratori dell’impianto della grande distribuzione dovranno dunque  ancora una volta sacrificarsi per gli altri, allo scopo di garantire la vendita degli alimenti. L’Auchan di Nola è stato venduto l’anno scorso alla bolognese Conad dalla nota multinazionale francese, che nel frattempo aveva tagliato posti di lavoro e salari. Poi però Conad ha dichiarato a sorpresa che l’ipermercato di Nola e i suoi lavoratori non rientrano più nei suoi piani industriali futuri.  Intanto si chiede a questi 140 giovani e meno giovani, raggirati e vilipesi, dimenticati dalla politica e dalla gente, un grande sacrificio: restare al lavoro tutti i giorni a costo della propria salute e di quella dei propri cari, peraltro privi di mascherine. Non è finita. L’altro ieri l’antitrust ha anche confermato che l’acquisizione degli Auchan di Nola, Giugliano e Pompei contrasta con l’attuale assetto del mercato locale. In pratica lo Stato ha detto che Conad o vende i suoi supermercati già esistenti in zona da tempo oppure vende questi tre ipermercati che ha appena acquisito. Ma gli schiaffi che tutti i giorni stanno subendo i lavoratori di Auchan non hanno intenso subirli gli operai della vicina Fiat di Pomigliano. Ieri le tute blu dello stabilimento che produce la Panda hanno scioperato. Hanno chiesto all’azienda che la grande fabbrica venga temporaneamente chiusa in attesa che il contagio si attenui in Campania. E in nottata la Fiat ha dato loro la sua risposta: la catena di montaggio si è fermata. Fino a domenica. Lunedi dovrebbe riaprire. Ma il condizionale è d’obbligo visto che in Campania il picco del contagio si dovrebbe raggiungere proprio alla fine della prossima settimana. Ma le fibrillazioni nel mondo del lavoro napoletano non sono terminate. Sempre ieri buona parte dei netturbini di Acerra si sono rifiutati di andare al lavoro: non hanno le protezioni contro il virus che sta terrorizzando tutti.