Comunali ad Acerra: la Cassazione conferma che ci fu voto di scambio

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Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha sancito la prescrizione del reato commesso dall’ex consigliere comunale di maggioranza Nicola Ricchiuti

 

“Il reato di voto di scambio durante le elezioni comunali del 2012 è stato commesso ma è andato prescritto”. E’ questa la motivazione di undici pagine con cui i giudici della Cassazione (quinta sezione, presidente Stefano Balla) spiegano la sentenza sul caso Ricchiuti, al momento dei fatti uno dei principali esponenti della maggioranza guidata dal sindaco Raffaele Lettieri. Nicola Ricchiuti, imprenditore del settore della vigilanza, era stato eletto consigliere comunale nella coalizione che portò alla prima elezione del sindaco Lettieri.

 

Poi però Ricchiuti ha affrontato un processo di primo grado nel corso del quale è stato condannato per voto di scambio. Un processo tormentato. La documentazione sparì misteriosamente nel tribunale di Napoli. Per ricostruirla fu necessaria la collaborazione delle parti civili. Giunsero anche gli ispettori ministeriali per comprendere i motivi di questa storia indecorosa. Poi la corte d’Appello, in secondo grado, nel 2019 confermò la sentenza di condanna per Ricchiuti. Ma, una volta in Cassazione, la condanna è stata dichiarata prescritta a decorrere dall’ 1 novembre 2019. “Il reato c’è stato ma la pena è estinta perché è sopraggiunta la prescrizione”, le motivazioni contenute nel dispositivo della Cassazione. Una prescrizione determinata dal lungo processo di primo grado e dalla successiva sparizione dei fascicoli. Ricchiuti è stato dunque giudicato colpevole dalla magistratura ma non subirà nessuna azione punitiva.

 

“La sentenza definitiva – spiega Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista e parte civile al processo – ha confermato ciò che abbiamo sempre sostenuto sin dall’inizio e cioè che il voto di scambio ad Acerra c’è stato. Sono convinto che se il Comune si fosse costituito parte civile al processo, perché non lo ha fatto, e se non ci fosse stata una manina che fece sparire i documenti, molto probabilmente, ma questa è la mia opinione, l’intero iter processuale avrebbe evitato la prescrizione”. Ricchiuti era stato condannato per aver promesso posti di lavoro nella sua ditta di vigilanza in cambio di voti alle elezioni comunali del 2012.