Diciamo la verità, tra noi e lo Stato è un’eterna lotta, un infinito inseguimento, un’instancabile partita a carte: se noi alziamo un sette da terra lo Stato fa il punto con la scopa; mentre ci attrezziamo per la primiera quello si prende pure il settebello.
I recenti campi di battaglia sono i supermercati. Fanno tenerezza quei consumatori, cittadini, consumisti che alla cassa svuotano il carrello obeso e rifiutano le buste, per risparmiare 0,10/0,15 cent. di euro; evidenti segnali di ribellione, germi reazionari che non sono passati inosservati. Quei tirchi tentativi andavano bloccati per evitare pericolose emulazioni e danni ingenti all’economia reale. Detto fatto.
Lo Stato ha segnato un punto a suo favore stabilendo che dal gennaio 2018 saranno pagate anche le bustine leggere, quelle usate nei supermercati per imbustare frutta e verdura sfusa, la carne o anche i prodotti di panetteria. Scacco matto agli odiati cittadini italiani? Macchè!
Immediata è stata la risposta delle legioni di consumatori. Costoro reagiranno alla mossa del Padrone utilizzando i platò, le cassettine di legno a sponde basse. Già pronto il manuale per un uso corretto, dal quale abbiamo estrapolato pochi passaggi: “…Dopo aver riempito fino all’orlo il platò, si dovrà uscire dai supermercati portandolo in equilibrio sulla testa”.
L’obiettivo nascosto è quello di migliorare la postura, affinare l’eleganza delle movenze e, finalmente, dare sollievo alla cervicale. Fregare lo Stato risparmiando 0,50 cent. e sentirsi pure in forma. È straordinario tutto questo!
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