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Un nuovo piano regolatore per Casalnuovo trent’anni dopo l’approvazione di quello vigente, che risale al 1992 e che qui riuscì a portare solo un commissario ad acta nominato dalla Provincia.

 

Un nuovo piano regolatore per una delle città dell’area metropolitana di Napoli più densamente popolate del mondo e più violentate dal cemento selvaggio. Se poi si aggiunge che questa sfida urbanistica capita ai tempi del Covid, cioè nell’epoca in cui c’è bisogno vitale di spazi liberi per evitare sovraffollamenti, si può ben capire quanto sia importante questo momento per Casalnuovo. Qui oggi, a mezzanotte, scade il termine per presentare al Comune le osservazioni che cittadini, categorie e associazioni possono avanzare allo scopo di partecipare alla stesura nel nuovo strumento edilizio, il cosiddetto PUC, il Piano Urbanistico Comunale, acronimo che da tempo ha sostituito quello del PRG, il Piano Regolatore Generale. Stesura del PUC che il sindaco Massimo Pelliccia ha affidato all’architetto Dario Bigliardo, nipote di Roberto Bigliardo, l’europarlamentare di Alleanza Nazionale nonché leader storico della destra nella vicina Acerra scomparso nel 2006. Ma che città disegnerà il nuovo PUC, il piano urbanistico comunale ? Dal canto suo il sindaco ha più volte risposto scrivendo che “ l’obiettivo è invertire la rotta: zero consumo di suolo, sì alla riqualificazione di quanto si è già costruito incentivando il recupero del tessuto edilizio esistente”. “Puntiamo – ha detto il primo cittadino durante l’approvazione del preliminare di piano – alla creazione di infrastrutture, standard e servizi grazie alle possibilità di sviluppo offerte dalla stazione Porta Alta velocità”. Del resto il preliminare di piano approvato due anni fa prevede entro il 2027 meno abitanti: 47mila al posto degli attuali 50mila. Aumenta infatti il differenziale tra natalità e mortalità: 688 nuovi nati e 169 morti nel 2001 contro, rispettivamente, i 428 e i 345 del 2018. Ma l’invecchiamento progressivo non ha impedito il primato negativo della densità di popolazione, che si attesta intorno ai 6400 abitanti per chilometro quadrato: quanto la cinese Hong Kong e più della tailandese Bangkok. Cifre che ora, ai tempi della pandemia, fanno più paura. Nel frattempo, nonostante le rassicurazioni sulle intenzioni del Comune, rimangono i punti interrogativi. Una delle preoccupazioni punta sulle zone F, le aree per i servizi di pubblica utilità, per le quali ci sarebbe bisogno di una conferma totale e, anzi, di un loro marcato potenziamento. Ma ci sono altre questioni: i condoni degli immobili abusivi e il piano casa. Per i condoni due anni fa è stata istituita al Comune una “task force” con il compito di smaltirne il più grande numero possibile. Sul fronte della legge piano casa da diversi mesi è stato invece dato il via all’abbattimento di vari edifici del centro e di altre aree al cui posto stanno sorgendo grossi condomini. Condono e piano casa stanno appesantendo il tessuto urbanistico napoletano. Necessario dunque porre subito rimedio.

(fonte foto: rete internet)