Castello di Cisterna, inaugurato lo slargo ad Anatolij Korol: il tuo sacrificio non è stato vano

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A sei anni dalla morte di Anatolij Korol, il muratore ucraino di 38 anni ucciso mentre tentava di sventare una rapina nel supermercato dal quale era appena uscito con sua figlia, la comunità di Castello di Cisterna lo ricorda. Dedicato lo slargo di Via Vesuvio. 

 

 

Chi sono gli eroi?

Nel passato gli eroi erano dei guerrieri coraggiosi e valorosi, che lottavano, disposti a morire per il proprio popolo. Nella mitologia greca, gli eroi possedevano addirittura poteri sovrumani. Oggi, invece, gli eroi sono coloro che compiono atti di amore, di pace, di altruismo, coloro che intendono veicolare un messaggio positivo e di speranza al mondo. Bisogna avere coraggio per essere degli eroi. Bisogna saper combattere quella paura che taglia le gambe e ti fa mancare il respiro. Anatolij Korol è stato capace di farlo.

Ieri 18 dicembre è stato inaugurato lo slargo di Via Vesuvio, grazie alla cooperazione tra l’amministrazione comunale, Michele Piccolo (titolare del supermercato in cui si è consumata la tragedia) e il gruppo Végé, per ricordare il sacrificio del grande uomo, Anatolij, morto il 29 agosto 2015 per sventare una rapina, dimostrando grande altruismo e rispetto per il prossimo. L’evento ha visto la partecipazione di autorità religiose militari e civili.

“La politica deve essere lungimirante. Perché abbiamo scelto uno slargo e non una semplice strada? Perché i bambini rappresentano il futuro ed è importante che siano educati, sin dalla tenera età alla crescita del bene comune. Grazie Anatolij per aver nutrito la nostra comunità di altruismo”. – dichiara il Vicesindaco, Peppe Scotto.

“Queste memorie ci rendono più corresponsabili gli uni verso gli altri, attenti al senso del dovere e della ricerca della solidarietà, dell’aiuto fraterno” – dichiara il Vescovo di Nola, Marino. Subito dopo la benedizione del monumento, situato nello slargo ci sono stati diversi interventi:

Michele Piccolo: “Era doveroso lasciare un segno per ricordare il suo gesto eroico. “Ci siamo presi cura di Nadia (moglie di Anatolij), la quale fa ormai parte della nostra famiglia”.

Alla cerimonia era presente anche il Vicepresidente del gruppo Végé: “voglio sperare che tutto questo non accada più. Purtroppo, viviamo in un mondo cattivo, ma la speranza è che questa cattiveria si riduca sempre di più”.

 

Questo gesto –  dice il sindaco, Aniello Rega, non è passato inosservato nemmeno dal Capo dello Stato, Mattarella, in quanto ha conferito ad Anatolij una medaglia al valor civile.

La cerimonia si è conclusa con l’intervenuto del Maestro Luigi Minichino, padre del monumento che domina lo slargo. La scultura – dice Minichino- è composta in due ordini di architettura: un basamento a mo’ di gradino e un secondo ordine, invece, è il basamento quadrangolare che sorregge la stele. La stele è in marmo bianco di Carrara delle Alfi Apuane. Ho realizzato questa stele che, raffigura una roccia dalla quale germoglia un virgulto e una foglia di edere che esprime la vita. La roccia sorregge un calice e quest’ultimo nell’ordine sacro rappresenta il sacrificio, inoltre, esso raccoglie l’acqua, simbolo della vita. Il Maestro termina con la lettura di una sua dedica per Anatolij Korol:

“Come nuova vita che germoglia dalle aride rocce, come acqua che sgorga dal sacro calice così questo tuo sacrificio non è stato vano perché ti ha destinato alla luce della vita eterna”.