Indignazione solo sulla pagina “dissidente” Casalnuovo Aut: “Il cemento non ha memoria”. La comunità tace. Il sindaco, Massimo Pelliccia, non commenta
Stando a quello che sta accadendo nei centri abitati dei comuni dell’hinterland napoletano c’è ormai la convinzione diffusa che la legge regionale sul Piano Casa abbia aggravato la piaga della cementificazione selvaggia del territorio e della conseguente distruzione del patrimonio storico e architettonico preesistente. Nel Napoletano c’è un comune in particolare che si sta distinguendo in quest’ ”opera” di progressiva cancellazione della memoria, Casalnuovo di Napoli, 50mila abitanti stipati in una fettuccia di terreno pochi chilometri a nordest del capoluogo. Qui i palazzoni hanno preso il posto della città vecchia, che praticamente non c’è più, e sempre qui, qualche giorno fa, in nome del business del mattone è stata rasa al suolo villa Magda, un bellissimo esempio di stile liberty datato 1900. Al suo posto sorgerà un condominio, grazie all’ampliamento volumetrico consentito dal Piano Casa. Il permesso a costruire il nuovo edificio attraverso l’abbattimento della villa è stato rilasciato dal Comune ad alcuni familiari del sindaco, Massimo Pelliccia. Ci sono state polemiche. Ma sono durate lo spazio di un lampo e sono contenute nella pagina Facebook dei cosiddetti ultimi “dissidenti” della città, Casalnuovo aut, chiamata così nel ricordo della mitica Radio Aut del martire di mafia Peppino Impastato.” Anche villa Magda è stata abbattuta – scrivono su Casalnuovo aut – era l’ultima testimonianza dello stile Liberty a Casalnuovo: il cemento non ha memoria”. Parole seguite dai commenti indignati di alcune decine di concittadini rimasti amareggiati dalla vicenda. Il sindaco Pelliccia, più volte interpellato tramite il suo addetto stampa, non ha rilasciato commenti. Scempi ripetuti. Nell’agosto del 2019 i costruttori locali avevano già raso al suolo palazzo Mondelli dei marchesi di Sassinoro, un bellissimo esempio di magione rurale del Settecento, con tanto di porticati affrescati da artisti della scuola napoletana. Al posto di palazzo Mondelli ora c’è il classico condominio a forma di gigantesco parallelepipedo. “Ma qui di palazzi storici ne sono stati abbattuti almeno una cinquantina in questi trent’anni di speculazione edilizia”, racconta un testimone della cementificazione. Colpevoli omissioni. A Casalnuovo nessun sindaco, nessuna amministrazione ha mai chiesto alla Sovrintendenza di tutelare gli edifici storici. Il risultato è stata la loro sistematica distruzione. Distrutte anche le antiche “cortine”, i cortili dei palazzi ottocenteschi. Un triste fenomeno che ha colpito anche i comuni vicini, Pomigliano, Afragola, Frattamaggiore.


