Allerta meteo fino alle 18 di oggi, scuole chiuse in diversi comuni del Vesuviano

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Pioggia e raffiche di vento stanno creando numerosi disagi in provincia di Napoli e numerosi sindaci hanno deciso di tenere chiuse le scuole di ogni ordine e grado. A parte Napoli città, le previsioni dell’Aeronautica militare hanno fatto optare per la chiusura anche primi cittadini che nei mesi scorsi non avevano seguito l’esempio di De Magistris.

Dunque allerta meteo prorogata dalla protezione civile regionale fino alle 18 di oggi, mercoledì 13 novembre e i bollettini diffusi prevedono venti che potrebbero raggiungere i 72 kmh.

Scuole di ogni ordine e grado chiuse perciò a San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Torre del Greco, Cercola, Massa di Somma, Somma Vesuviana, Volla, Pollena Trocchia e Sant’Anastasia, Ottaviano, San Giorgio a Cremano, Capri e Pozzuoli.

«La chiusura delle scuole è una decisione importante che ovviamente crea difficoltà a molti concittadini, oltre a determinare la diminuzione di spazi dedicati alla cultura per i giovani. Pertanto viene presa in considerazione solo quando realmente le previsioni si presentano pericolose. Il forte vento nelle nostre zone assurge a reale problema, tanto che in questo caso, abbiamo ritenuto la base necessaria per decretare la chiusura delle scuole» – è il comunicato congiunto diffuso da alcuni sindaci vesuviani.

Ma qualunque sia la decisione che prendono in questi casi i primi cittadini la «pioggia» di critiche non si arresta. Molti di loro hanno evitato nelle scorse settimane di chiudere le scuole, ricevendo messaggi, pubblici e privati sui social, da studenti che chiedevano, per lo più con modi poco urbani, di emanare ordinanze di chiusura delle scuole. Con più giorni di chiusura ad ogni allerta, invece, sono le famiglie con genitori che lavorano e che, pioggia, vento o fulmini devono comunque raggiungere, appunto, il luogo di lavoro e, con le scuole chiuse, affidare ad altri i figli più piccoli. Qual è la decisione giusta? Forse (ma chi può dirlo?) quella del sindaco di Matera dove ieri si è violentemente abbattuto il maltempo ma che per oggi ha comunque deciso di far riprendere regolarmente le attività didattiche disponendo sopralluoghi dei tecnici comunali negli edifici scolastici cittadini dove non sono state riscontrate situazioni di criticità. Diversamente hanno deciso altri sindaci italiani con scuole chiuse in molte province siciliane, pugliesi e calabresi.

Quanto alla provincia napoletana, la verità è che l’incuria degli anni passati ha «regalato» al vesuviano strade impraticabili in caso di pioggia appena un po’ più abbondante, che le costruzioni abusive hanno contribuito al rischio idrogeologico, che le scuole sono, nella maggior parte dei casi fatiscenti. E se non ci si mette al lavoro per riportare alla normalità un territorio messo in ginocchio da eventi naturali sia pur violenti, le decisioni dei sindaci in merito – che stavolta hanno chiuso le scuole ma non possono di certo farlo sempre – avranno ben poca importanza. Il motivo è semplice: chi ci assicura che, per fare un esempio plausibile, un violento temporale oggi non vada a rendere poco sicuro un cornicione che potrà crollare domani, quando le scuole saranno aperte? Una ipotesi pessimistica, ma pur sempre un’ipotesi (realistica?).