Paura nella popolazione per le incognite sulle conseguenze da irradiazione elettromagnetica. Tensioni alimentate dai dubbi sulla regolarità delle procedure e che si stanno consumando nella città simbolo della Terra dei Fuochi
Gente scesa in strada per chiedere aiuto, cittadini rimasti increduli e preoccupati dopo essersi affacciati alla finestra. Molti abitanti del corso Italia, pieno centro di Acerra, da qualche giorno stanno sbarrando gli occhi alla vista della nuova “stazione radio base” fatta installare dalla Wind sul tetto di un palazzo. L’enorme “cactus” di ferro zeppo di ripetitori per la telefonia mobile è stato realizzato a tempo di record, nello spazio di un fine settimana, quello appena trascorso. “Hanno lavorato anche di notte”, raccontano alcune persone sui marciapiedi del corso più importante della città. Cittadini che hanno quindi chiesto aiuto agli ambientalisti della zona. La paura di un incontrollabile inquinamento da fonte elettromagnetica sta togliendo il sonno da queste parti. Ieri il noto ecologista Alessandro Cannavacciuolo, insieme ad altri attivisti, ha consegnato alla segretaria generale del Comune e alla polizia municipale una richiesta urgente di accesso agli atti che hanno portato alla costruzione dell’infrastruttura. “Per realizzare un impianto per le telecomunicazioni di queste dimensioni – spiega Cannavacciuolo – sono necessarie specifiche autorizzazioni comunali, dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, e del condominio in cui insiste l’opera. Vogliamo sapere tutto”. Si eccepisce in particolare il fatto che alle spalle dell’edificio sul quale è stata installata la stazione radio base c’è una scuola materna, la “Montessori”. La richiesta di accesso agli atti punta all’acquisizione della valutazione d’ impatto ambientale sulle emissioni elettromagnetiche e delle valutazione dell’ufficio tecnico comunale relativa alla disciplina delle installazioni radio base per telefonia mobile e telecomunicazioni. “Se gli enti di controllo – aggiunge Cannavacciuolo – dovessero accertare eventuali carenze documentali allora in base alla legge si potrà subito procedere al sequestro dell’opera e al contestuale ripristino dello stato dei luoghi”. L’installazione di infrastrutture del genere è un business. Nonostante la crisi il mercato della telefonia mobile e delle telecomunicazioni tiene sempre banco mentre le multinazionali sono disposte a pagare bene ai privati l’affitto degli spazi in cui posare i ripetitori. Intanto ad Acerra sono già state installate molte stazioni radio base. Ce ne sono due anche sul municipio. Ma le opposizioni non mancano. Una doveva essere realizzata nella frazione di Pezzalunga quest’anno. Le gente del posto però si è ribellata e gli ambientalisti hanno scoperto diverse anomalie sfociate nella sospensione dei lavori, che finora non sono stati ripresi.

