L’operaio del consorzio di bacino, senza salario e attività da tre anni, si è barricato nella stanza del municipio dove si distribuiscono le schede per votare.
Giovanni ha 47 anni ed è il papà di una ragazzina di 15. Giovanni è un addetto del consorzio unico di bacino, per conto del quale faceva la raccolta differenziata e la sorveglianza delle discariche. L’operaio ha continuato a svolgere queste attività anche dopo che a un certo punto la Regione Campania ha deciso di mettere in liquidazione il consorzio e di togliere tutto di mezzo.
Gli addetti del consorzio però non sono stati licenziati. Sulla carta fanno ancora parte dell’organico dell’ente partecipato. La Regione l’anno scorso ha anche fatto una legge per trasferirne tutto il personale presso i comuni. Ma i comuni non ne vogliono sapere. Sono almeno un migliaio in provincia di Napoli quelli che si trovano nelle condizioni di Giovanni. Sopravvivono a stento in un limbo insopportabile. Nel frattempo hanno protestato in tutti i modi. Per non parlare delle “processioni” effettuate fino agli uffici di questo o quel politico di turno. Niente da fare però.
Giovanni intanto sta indossando una maglietta su cui c’è una scritta che non ha bisogno di commenti: “Non votare”. Ieri mattina ha tentato il tutto per tutto. E’ andato in municipio, è salito al secondo piano ed è entrato nell’ufficio elettorale. Ha parlottato con gli impiegati, che quindi sono usciti dalla stanza, e si è barricato lì dentro. La protesta è durata pochi minuti. I poliziotti municipali hanno sfondato la porta e lo hanno preso. Sul posto sono accorsi anche poliziotti della Polstato e carabinieri. Giovanni è stato trattenuto per un po’. Alla fine è stato liberato. Ma è uscito dal municipio più tignoso di prima, urlando: “ Non votare ! ”.



