Acerra, il dramma di 250 ex Montefibre: “Troppo vecchi per lavoro, troppo giovani per pensione”

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ACERRA – “Sono ormai più di 17 anni che i lavoratori dell’ex sito Montefibre di Acerra aspettano la risoluzione di un problema che è stato a troppo a lungo ignorato dalle istituzioni. Già nei primi mesi del 2021 gli operai della fabbrica Montefibre, chiusa quasi 18 anni fa per far spazio al termovalorizzatore di Acerra, hanno scritto una lettera aperta per chiedere una risposta concreta alla loro situazione. Dopo aver lavorato per anni esposti a sostanze chimiche e cancerogene ed aver ora perso il lavoro, è impensabile lasciare che essi continuino a vivere di assistenza statale ed in una costante attesa di un rientro al lavoro, promessa che viene costantemente disattesa. Circa 250 famiglie sono state costrette, a causa della mancanza di una politica industriale ed assistenziale, a rinunciare alla propria dignità e a dover aggrapparsi a flebili segni di speranza per le loro condizioni”.

Lo scrive l’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino, in una lettera inviata al ministro del Lavoro Andrea Orlando.

“Nessuno di questi lavoratori si trova in un’età che risponda ai requisiti minimi per la pensione – ricorda Cozzolino – e tanto meno per il mondo del lavoro. Per di più, da quasi quattro anni gli ex dipendenti chiedono la riapertura di un tavolo di confronto serio tra Governo e Regione, per riprendere ciò che era stato interrotto. In questo momento complicato quale quello della pandemia, con circa 100 famiglie che sono rimaste senza sussidio per motivi sia tecnici che burocratici, non possiamo permettere che i lavoratori di Acerra vengano abbandonati”.

L’eurodeputato si rivolge poi al ministro chiedendo “insieme ai lavoratori, insieme alle loro famiglie, di agire attraverso risposte politiche chiare e concrete per cercare una risoluzione nei tempi più brevi possibili, data la lunga durata di questa vertenza”. A tal proposito ricorda Cozzolino “è stata presentata dall’onorevole Teresa Manzo una proposta, dove si certifica presenza di amianto all’interno dell’ex stabilimento Montefibre, che se trasformata in ‘Atto di indirizzo’ potrebbe consentire alla maggior parte di questi ex lavoratori lo scivolamento verso la pensione, mettendo fine a questa lunga agonia”.

Pertanto l’eurodeputato del Pd chiede al ministro Orlando “di vagliare tale risoluzione affinché si possa ridare dignità ai lavoratori e a questa terra così delusa e maltrattata”.