Lettera aperta di Sepe e dei Vescovi campani. Intanto, il presidente Napolitano e il governatore Stefano Caldoro affrontano il tema delle bonifiche.
Arriva dal cardinale Crescenzio Sepe e dai vescovi campani l’appello a coloro che hanno ruoli, responsabilità e autorità per intervenire. Per frenare la paura, i timori, ma anche i rischi che si corrono a vivere nella terra dei fuochi. Perchè al di là di qualche provvedimento, pur necessario, chi di dovere sta ancora discutendo sul da farsi. “Il disastro ambientale che denunciammo circa un anno fa si è trasformato in un vero dramma umanitario, anche per il tasso di patologie tumorali che, secondo alcuni, è più alto che in altre parti d’Italia”.
È quanto scrivono il cardinale Crescenzio Sepe e i vescovi delle diocesi della Terra dei fuochi in una lettera-appello. La Chiesa della Campania non vuole restare a guardare, anzi. “Non abbiamo competenza per dare suggerimenti e indicazioni, ma nella nostra azione pastorale – scrivono Sepe e i vescovi nella lettera aperta- siamo pronti ad affiancare e a sostenere tutti gli uomini di buona volontà, facendoci interpreti dell’angoscia, delle attese e dei diritti di quelli che sono più deboli e indifesi, di quelli che non riescono a far sentire la propria voce e il loro pianto”. E proseguono: “Durante lunghi questi mesi responsabile e costante è stata l’attenzione e apprensione espresse dall’Episcopato e dalla Chiesa della Campania, spiritualmente e umanamente vicine a chi è stato colpito negli affetti più cari, ma anche discretamente accanto ai tanti che si sono fatti testimoni del meraviglioso risveglio delle coscienze e di un ammirevole senso civico.
I Vescovi della Chiesa che è in Campania, nel rinnovare la più ferma condanna del tanto male provocato dalle forze del malaffare, esprimono profondi sentimenti di vicinanza e di sostegno alle tante famiglie colpite dalla incredibile tragedia provocata a una parte del territorio regionale ed auspicano che il percorso avviato dalle istituzioni pubbliche possa proseguire rapidamente ed efficacemente, affinchè torni serenità nelle comunità coinvolte”. Ed è lo stesso Sepe, insieme ai vescovi, a rincarare la dose, con un je accuse che no può non colpire: “Troppi stanno pagando, sulla propria pelle, l’arroganza, la prepotenza, l’inciviltà, l’avidità e la stupidaggine di criminali che, senza avere pietà neppure per i propri figli e i propri familiari, non hanno esitato a vendere la propria terra a persone disoneste quanto loro, violentandola e avvelenandolo con rifiuti altamente tossici e nocivi.
Forte è il grido di rabbia e di sofferenza che viene da tante mamme e tante persone della nostra amata terra, per i danni, anche luttuosi e irreparabili, subiti o temuti ed anche per l’attesa di atti chiari, concreti e rassicuranti rispetto al presente e al futuro”. Intanto, sul fronte delle istituzioni laiche, lunga telefonata tra il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in visita privata a Napoli, e il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Nel corso del colloquio, avrebbero affrontato i temi relativi alla Terra dei Fuochi e alle misure messe in campo dalla Regione per avviare le bonifiche.
(>Fonte foto: Rete internet)



