Somma, parla il parroco derubato: “Sulla vicenda che mi ha coinvolto, tante sciocchezze”

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Padre Costanzo Nganga, parroco della Collegiata, dedica l’omelia all’episodio di cronaca che l’ha immortalato mentre “rincorreva un ladro”.

Una risata, di quelle che ti contagiano e ti lasciano senza parole. Così stamani il parroco della Chiesa Collegiata, padre Costanzo Nganga, ha commentato i fatti di accaduti ieri, che lo avrebbero visto rincorrere un ladro, lasciando sull’altare una coppia di sposi. Il prete che rincorreva il ladro, gli sposi in attesa, la gente, tanta, che si è lasciata prendere dalla febbre dei numeri al lotto , i commenti, i giudizi gratuiti “su fatti e persone che non si conoscono”. E su quest’ultimo punto il parroco, stigmatizzando il mero fatto di cronaca, diventa serio e – durante l’omelia domenicale- invita la comunità a fare una riflessione sulla mania diffusa di ingigantire le cose, di colorarle di fantasia e, soprattutto, di commentare e di esprimere “giudizi sciocchi e gratuiti”.

“Chi siamo noi per giudicare? Che sappiamo veramente degli altri? Che ne sappiamo noi di quello che passa nella mente delle persone, di chi magari è disperato perchè ha perso il lavoro o perchè è malato o perchè la sua mente è offuscata dalla droga, o per qualsiasi altro disagio che lo assilla?”. Con molta semplicità, padre Costanzo racconta ai fedeli presenti in chiesa come si sono svolti i fatti poi finiti sui giornali prima locali e poi anche nazionali, commentati sui social network da chi ha anche ipotizzato che il sacerdote avesse “abbandonato” la cerimonia religiosa, il compiersi di un sacramento, per rincorrere il presunto “topo di sacrestia”. “Conosco bene il giovane che ha rubato quei soldi – ha spiegato il parroco- è un disagiato e pochi giorni fa è venuto da me per essere aiutato e l’ho fatto. Anche ieri (ndr, sabato), l’ho intravisto mentre usciva furtivamente dall’ ufficio della canonica, gli ho chiesto se voleva parlare con me.

Per tutta risposta è scappato e allora ho capito che aveva preso qualcosa, quando mi sono reso conto che mancava il portafoglio ho cercato di raggiungerlo per farmi restituire almeno i documenti. E tutto questo è avvenuto prima che arrivassero gli sposi: non avrei mai lasciato l’altare per rincorrere un ladro. Certo c’è stato un po’ di trambusto: qualcuno ha tentato di seguirlo con l’auto, qualcun altro ha chiamato i carabinieri e la Messa del matrimonio è slittata al massimo di un quarto d’ora. Basta pettegolezzi, vi prego. Basta commenti, cerchiamo piuttosto di guardarci bene intorno e di imparare a riconoscere il disagio degli altri. Ho riavuto i documenti ed è la cosa più importante. I carabinieri di sicuro faranno la loro parte e spero che il giovane ritrovi la giusta via. Io, che mi sento padre di questa comunità, sono qui. Per tutti”. Questa mattina, qualcuno che sui social network aveva giudicato male il parroco e ci era andato giù pesante con i commenti, è venuto a scusarsi pubblicamente con padre Costanzo che ora chiede silenzio e rispetto.

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