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29mila posti per 140mila aspiranti prof che, se passeranno la preselezione, in autunno dovranno affrontare anche l’esame scritto e poi quello orale.

 Una domenica bestiale tra le sudate carte, e non solo in senso poetico e metaforico per gli aspiranti professori. Nel fitto calendario predisposto dal Ministero, domani saranno gli aspiranti insegnanti di filosofia e storia ad affrontare la giornata di test di preselezione per il secondo ciclo del tirocinio formativo attivo (TFA), il corso che abilita all’insegnamento. Posti disponibili solo 29mila; domande pervenute, come previsto, innumerevoli, più di 140mila. Del resto, il “quizzone”, ormai dal 2012 l’unica via per ottenere la possibilità di insegnare nelle scuole fa rima con “concorsone”, tanto atteso per il 2015 e annunciato dal ministro Stefania Giannini, al quale i futuri neo abilitati potranno partecipare.

Il Test di preselezione, secondo quanto previsto dal bando, una volta superato, aprirebbe la strada ai corsi che dovrebbero cominciare già a novembre. Che vorrebbe dire per i candidati, affrontare lo scritto entro il mese di ottobre e l’orale nelle due, massimo tre settimane successive. Pronti allora a rispolverare manuali e vecchi appunti. La prova preselettiva si compone di 60 domande su diversi argomenti, con l’impiego di moduli di base per la parte generale, e moduli specifici per i vari settori. Il punteggio minimo per superare la preselezione ed essere ammessi alla prova scritta, è di 21/30, il che vuol dire rispondere correttamente ad almeno 42 quesiti.

Due anni fa la prova preliminare produsse una strage di concorrenti. Pochi superarono il test, infarcito di domande e risposte cervellotiche e ambigue. E allora non mancarono contestazioni, tanto che il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) annullò alcuni quesiti rivedendo i punteggi della prova; Stavolta la speranza è che tutto fili liscio. In palio ci sono 22.450 posti ordinari, e altri 6.600 sul sostegno. I concorrenti, almeno quelli iscritti alla prova per il secondo ciclo del TFA hanno un’età media di 33,6 anni, la maggior parte sono donne (68,7%) e la regione che ha il maggior numero di candidati è la Campania (24.142).

Che dire? I candidati non sono tanto giovani e, a parte il quadro generale di imperante disoccupazione, potrebbe anche essere che per molti l’insegnamento sia una soluzione di ripiego. Quanto al primato della Campania, forse era fin troppo scontato e prevedibile in un territorio che certo non brilla per offerte di opportunità di lavoro.
(fonte foto rete internet)