Sant’Anastasia. A cena con Mama Africa

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L’associazione fondata dal professore Enzo Liguoro, che in Togoville ha una casa famiglia, ha presentato il suo nuovo calendario e tutta una serie di nuove iniziative solidali.

Una sala gremita. Il massimo della partecipazione che gli organizzatori stessi potessero aspettarsi. Un’iniziativa andata ogni oltre rosea aspettativa. E’ stato questo, e tanto altro ancora, l’evento benefico organizzato dal gruppo "Studenti in movimento" per l’associazione Mama Africa. Ieri sera, nel grande salone della pizzeria la “Dolce vita”, la società civile ha risposto con grande entusiasmo ad un appello dall’alto valore morale.

Seconda tappa di un calendario spalmato su tre iniziative, inaugurate mercoledì 12 dicembre presso l’associazione bambino Gesù di Volla, questo percorso a favore della solidarietà e dell’integrazione sociale, proposto da Mama Africa Onlus, si chiuderà sabato 15 dicembre nei locali della parrocchia di Sant’Antonio in Cercola. Il professore Enzo Liguoro, dal 2006 fondatore e principale motivatore di Mama Africa, esprime tutta la sua opera in una casa famiglia che ha sede a Togoville, in Togo. A tutt’oggi, l’orfanotrofio, tirato su con non poche difficoltà, ospita 35 bambini. Eppure, la casa famiglia “Papà Enzo”, così chiamata affettuosamente dai suoi ospiti e sostenitori, non si ferma qui.

Infatti, tra le tante opere in cantiere, l’associazione Onlus di Enzo punta a realizzare tutta una serie di nuovi progetti: un dispensario a favore di ammalati a cui è negato l’accesso al diritto alla salute per motivi economici (avviato grazie al sostegno del comune di San Giuseppe Vesuviano). Un pozzo, provvisto di pompa elettrica, per l’erogazione di acqua potabile per tutti gli abitanti del villaggio di Togoville. Un aiuto alimentare mensile per 50 donne anziane, povere e in stato di solitudine. Il pagamento dell’iscrizione e frequenza scolastica per circa 100 bambini delle elementari e circa 40 studenti delle scuole medie e superiori. L’assistenza medica, farmaceutica ed ospedaliera (gratuita) per 50 bambini/e affetti da una grave patologia genetica (drepanocitosi).

Ricoveri ed interventi medici di urgenza presso un ospedale a Kouve delle Suore della Provvidenza. Una forma di convezione che permette di salvare vite umane. Piccoli soccorsi, una tantum, di tipo alimentare ed economico, nei confronti di casi di estrema miseria. Non per ultimo, un progetto nutrizionale per bambini sottoalimentati da 0 a 5 anni della regione Togoville-Vogan-Ekpui.
Devo ammettere che, aver partecipato all’evento di venerdì sera in qualità di invitato e sostenitore, è stato come respirare un’abbondante boccata di speranza. Una tonnellata di ossigeno puro che ha gonfiato i polmoni di sano ottimismo.

E’ stato incoraggiante, ancor prima che bello, vedere la presenza di così tanti giovani. In tutti loro, nessuno escluso, era possibile leggere entusiasmo e sensibilità. Erano lì, tutti uniti, per testimoniare la volontà di costruire una società tollerante e che faccia della solidarietà nei confronti del prossimo la sua migliore espressione. Ora sì, che posso dirlo. Ora sì, posso finalmente testimoniarlo: la lotta al razzismo di ogni genere è un fatto concreto e non più utopistico.

In conclusione, spero che i lettori mi perdoneranno per questa piccola appropriazione indebita di spazio giornalistico, ringrazio Enzo perché, grazie alla sua opera, al coraggio che dimostra e ad una instancabile forza di volontà, permette a tutti noi, amici e semplici sostenitori, di dare un senso in più alle nostre vite, che fin troppo spesso, si caricano di egoismo e amara avidità.

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