Oggi l’ipermercato di Afragola ha di nuovo chiuso per effetto dello sciopero bianco degli addetti. Da martedì inizia la trattativa per il salvataggio. Che durerà fino a giovedì 8 agosto.
Non mollano i 225 lavoratori dell’Ipercoop di Afragola, che in base ai piani della proprietà, la cooperativa toscana Unicoop, dovrà abbassare per sempre le saracinesche. Oggi gli addetti con contratto a tempo pieno non si sono presentati al lavoro per coprire il turno domenicale di straordinario facoltativo provocando la chiusura forzata del grande impianto ubicato nel centro commerciale Le Porte d Napoli, una galleria di negozi di cui è principale volano proprio l’ipermercato. Lo sciopero bianco ha determinato la chiusura dell’Ipercoop a partire dalle dodici e trenta. Centinaia di avventori che avevano già preso i carrelli nel parcheggio sono rimasti bloccati all’ingresso della struttura della grande distribuzione, davanti alla saracinesca abbassata.
Martedì intanto inizierà a Roma la tre giorni di trattativa tra la Unicoop, le cooperative emiliane Estense e Adriatica e i sindacati di categoria ( Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ) finalizzata alla ricerca di un accordo di salvataggio dell’intera catena commerciale Ipercoop della Campania. C’è tempo fino a giovedì 8 per capire se le coop emiliane troveranno le giuste condizioni per investire in Campania. Si parte da posizioni molto distanti. Le cooperative chiedono sacrifici durissimi ai lavoratori con la riduzione generalizzata dei contratti a tempo pieno di 38 ore al part time di 24 ore e dei contratti a tempo parziale dalle attuali 24 ore a 20 ore. E’ stato chiesto anche l’arretramento generalizzato di un livello per tutti, che potrà essere compensato con il pagamento di un’una tantum a fine anno.
Un abbassamento del costo del lavoro che potrebbe scaturire un salario medio di circa 600 euro. Poi, la riduzione degli esuberi: si passa dai 250 licenziamenti per i 660 addetti di Ipercoop Campania ( 225 dei quali sono concentrati ad Afragola ) ai 96 dell’ultima proposta Coop, da attuare anche con l’eventuale strumento della mobilità incentivata e volontaria. Nel frattempo venerdì 2 agosto la Unicoop ha fatto bloccare la procedura di mobilità per trenta giorni. L’obiettivo è di trattare a bocce ferme con in sindacati.
(Fonte foto: rete internet)



