Per la mostra “Da Guercino a Caravaggio”, in programma a Roma dal 26 settembre, saranno disponibili al pubblico gli occhiali progettati da Google per “aumentare” la realtà.
Roma. Dal 26 settembre al prossimo 8 febbraio, Palazzo Barberini ospita la mostra “Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo”. Un evento che celebra il grande collezionista e storico dell’arte inglese che riportò in auge, lungo tutto il Novecento, molti maestri del Barocco che sembravano essere finiti nel dimenticatoio. Per ricordare il suo preziosissimo contributo, nel luglio scorso, l’Hermitage di San Pietroburgo aveva deciso di organizzare per Sir Denis Mahon la mostra che lo stesso storico dell’arte aveva immaginato per festeggiare i suoi 100 anni. Così, ben 45 capolavori, scelti dallo stesso Mahon tra le opere dei grandi maestri del Barocco, tra cui Poussin, Guercino, Guido Reni, Caravaggio e Annibale Carracci, sono stati riuniti a San Pietroburgo a pochi anni dalla scomparsa dello studioso e collezionista britannico. Un evento che ora approda in Italia, a Palazzo Barberini, per celebrare anche qui, a Roma, lì dove il Barocco nacque, colui che ha saputo far luce su questo specifico periodo artistico.
Tuttavia, la mostra dedicata a Sir Denis Mahon non è solo un’occasione straordinaria per ammirare da vicino le sublimi opere che ispirarono lo studioso inglese, ma anche un evento unico che porta per la prima volta all’interno di uno spazio museale italiano la tecnologia della Realtà Aumentata Grazie a Google Glass, è infatti possibile ai visitatori richiedere gli occhiali che il colosso americano ha progettato per usufruire al meglio dell’Augmented Reality, una tecnologia che permette di inserire contenuti multimediali nello spazio visivo ed uditivo dello spettatore, arricchendo o appunto “aumentando” la realtà percepita dai sensi umani automaticamente, senza che chi li indossi lanci necessariamente particolari comandi.
Nel caso della mostra romana, è perciò possibile, tramite gli occhiali Google, vedere specifiche opere, come “San Francesco in meditazione” e “Giuditta e Oloferne” di Caravaggio e “Venere, Marte e Amore” del Guercino, “animarsi” davanti lo spettatore attraverso file video e audio. Un’esperienza decisamente nuova che porta all’interno dei musei italiani un tipo di tecnologia che permetterebbe, in un futuro prossimo, di trasformare radicalmente le visite all’interno dei musei.
Potendo proiettare sulle lenti degli occhiali Google ogni tipo di contenuto multimediale, sarebbe infatti possibile alterare la realtà museale creando, anche in base al tipo di turista, dei veri e propri videogiochi. All’interno della Cappella Sistina, ad esempio, il visitatore potrebbe scorgere un virtuale Michelangelo intento ad ultimare i lavori o, dinanzi la “Gioconda”, discutere con un pixellato Leonardo da Vinci del suo operato. Meraviglie dell’era moderna che consentono sempre più spesso di ammirare il passato con occhi (o in questo caso occhiali) decisamente nuovi.
(>Fonte foto: Rete internet)

