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Quando i “pazzi” sono “sani”: “Ditegli sempre di ” al Politeama di Napoli

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Tra gente sana che sembra folle, e normali che forse non lo sono, la commedia di Eduardo De Filippo torna nelle festività natalizie nella suggestiva cornice dell’Antico palcoscenico partenopeo.

«L’uomo senza cuore fa fortuna con le parole, ma l’uomo che ha cuore parla davvero»: inutile chiedersi dove sia l’autentico e dove il falso, chi è normale e chi è pazzo. Nella continua incapacità di comunicazione tra individuo e società, Eduardo ha saputo mettere splendidamente in luce la necessità di trovare un linguaggio efficace, realista e "senza maschere".

E in «Ditegli sempre di sì», la storia di quel "pazzo" con tanta voglia di essere "normale", è ancora più evidente. Scritta nel 1927 per la sua Compagnia d’eccellenza, per sé e per i suoi fratelli, la commedia va ora in scena al Teatro Politeama nelle feste di Natale, protagonisti Gigi Savoia, Maria Basile Scarpetta, Antonio Casagrande e altri attori della compagnia per la regia di Maurizio Panici. In scena la storia di Michele, dimesso dal manicomio, ma ancora afflitto da un disturbo che lo porta a non intendere il senso metaforico del linguaggio e a prendere tutto alla lettera. Si insiste sulla necessità di un linguaggio forte, vero, spogliato di sottintesi, eufemismi e giri di parole: «C’è la parola adatta, perchè non la dobbiamo usare?», ripete il pazzo pronto a tagliare la testa dello studente Luigi in cui crede di aver riconosciuto un folle.

Parole che ingannano e parole autentiche: questa la dicotomia del linguaggio, così come anche l’allusione diretta dello stesso titolo dalla situazione storica di quegli anni sta a testimoniare. Il motivo della pazzia, comunque, non ha solo radici pirandelliane, ma attraversa l’intera tradizione napoletana e scarpettiana e, nello specifico, alla commedia Il medico dei pazzi dello stesso Scarpetta. É proprio da questa commedia che Eduardo trae spunto per Ditegli sempre di sì, perchè è proprio al personaggio del pazzo che si rivolge la simpatia di Eduardo, a quel Michele Murri che forse è l’unico ad aver capito il sottile confine tra normalità e pazzia: a volte la vera pazzia va ricercata nella condizione stessa che assume l’umanità, nel voler ragionare a ogni costo.
(Fonte foto: Rete Internet)

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