Trentasettenne del rione Gescal teneva nella veranda di casa una piantagione cresciuta con le luci artificiali
Qualche sera fa i carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Michele Membrino, si sono insospettiti alzando semplicemente la testa. Dall’ultimo piano di un palazzo del rione Gescal trasparivano i riflessi di luci molto potenti. Riflessi che si propagavano attraverso le piccole feritoie lasciate da una protezione di cartone attaccato ai vetri della veranda di un appartamento. Dopo l’irruzione nell’alloggio i militari si sono subito accorti che quel cartone era stato piazzato da Carmine De Falco, 37 anni, di Pomigliano, per coprire una piantagione di oltre cento piante di marijuana, divenute altre più di un metro e venti grazie alla luce sparata da apposite sorgenti luminose.
Un metodo di coltivazione artificiale divenuto famoso in Olanda, dove il clima impietoso e le normative favorevoli alla liberalizzazione delle droghe hanno fatto proliferare la cannabis fatta in casa. Qui però siamo in Italia e De Falco ora si trova a Poggioreale. I suoi anziani genitori, che vivono nella casa dove l’uomo coltivava l’erba allucinogena, non hanno saputo dare alcuna risposta ai carabinieri.
(fonte foto: rete internet)

