Torna a Napoli, nel complesso di San Domenico Maggiore, la prima mostra di riproduzioni digitali di opere d’arte. Uno spettacolo unico, “possibile” solo grazie alle moderne tecnologie.
Arriva a Napoli una mostra “impossibile”. In un unico appuntamento, si potranno ammirare più di 100 capolavori scelti dalla produzione artistica di tre grandi maestri dell’arte italiana: Leonardo, Raffaello e Caravaggio. No, non è “fanta-arte”, ma solo un’iniziativa nata sfruttando le più moderne e sofisticate tecnologie. Fino al 21 aprile 2014, nel magnifico complesso di San Domenico Maggiore, sarà possibile infatti contemplare, in un colpo solo, alcuni dei capolavori più spettacolari della storia dell’arte italiana.
Grazie a riproduzioni in formato digitale, a grandezza naturale e ad appositi supporti, per la prima volta, saranno radunate un centinaio di opere d’arte che, altrimenti, non si sarebbero mai potute ammirare tutte insieme. Non saranno i dipinti originali, ma lo spettacolo è garantito dall’altissima definizione delle riproduzioni digitali. Una mostra che rende possibile “l’impossibile”, raccogliendo in un solo evento 17 dipinti di Leonardo, 37 di Raffaello e 64 di Caravaggio. Un’occasione unica per godere di alcuni dei più grandi capolavori della storia, senza il rischio che questi siano danneggiarti o perduti.
L’iniziativa, dal significativo titolo “Una mostra impossibile. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale”, nasce proprio dall’idea di rendere fruibili a tutto il mondo i grandi capolavori senza, per questo, rischiare che le opere in questione siano trafugate o danneggiate durante lo spostamento. Il progetto, ideato e diretto da Renato Parascandolo, con la partecipazione di Ferdinando Bologna, in collaborazione con la Rai e il Ministero dei Beni Culturali, è tuttavia solo la più recente versione delle “mostre impossibili”, nate proprio a Napoli nel 2003, che, da dieci anni, stanno svelando al mondo le opere, digitalizzate, dei maggiori artisti italiani.
Nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, dunque, ci stiamo gradualmente avvicinando all’idea di un vero e proprio “Museo impossibile”, dove reperire tutte le opere di un singolo artista o di un gruppo di artisti in un unico spazio museale. E se è vero che ciò che può trasmettere l’originale di un’opera d’arte non potrà mai essere trasmesso dalla sua riproduzione digitale, la possibilità di poter fruire, in una sola volta, di centinaia o migliaia di opere d’arte, altrimenti mai visibili tutte insieme, non può essere considerata senza senso.
Studiosi, appassionati e curiosi, difatti, potrebbero finalmente avere a portata di mano tutto il mondo dell’arte. Qualcosa di molto simile a quanto finora fatto dal colosso Google che, con il suo “Art project”, sta lentamente digitalizzando le opere dei musei più importanti del mondo. Il concetto è semplice e non è tanto “impossibile” che in futuro nascano veri e propri “centri di distribuzione” dove, attraverso supporti elettronici di ultima generazione sia possibile, a tutti, in una piazza qualunque del mondo o in una stanza qualunque di qualche metropolitana, bar o ristorante, ammirare la Gioconda o l’Adamo della Sistina in tutto il loro splendore.
Rimane tuttavia da chiedersi se, con la digitalizzazione delle opere d’arte, visibili fin nei minimi dettagli (cosa oggi non ancora possibile nemmeno dinanzi le inavvicinabili opere originali), turisti e curiosi vorranno ancora visitare musei e gallerie, pagando il relativo biglietto, pur sapendo di non poter godere della medesima qualità di visione. Ovviamente, la bellezza di un dipinto e soprattutto di una statua non potrà mai essere percepita in tutto e per tutto attraverso anche i più futuristici supporti digitali, ma se, per ipotesi, il turismo virtuale soddisfacesse la domanda turistica, cosa ne sarebbe dei musei reali? Musei di tutto il mondo state allerta.
(>Fonte foto: Rete internet)
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