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Muore l’ eroe delle istituzioni emarginato dallo Stato

Ieri, ad Acerra, è morto di cancro Michele Liguori, unico poliziotto municipale impegnato per anni nella lotta alle discariche abusive. Messaggio di cordoglio del presidente della Repubblica: ” Un servitore delle istituzioni “.

Sempre a caccia di discariche, sempre tra i rifiuti della Terra dei Fuochi ad apporre sigilli nella speranza che lo Stato, che lui, in prima persona, difendeva, ripulisse quelle migliaia di tonnellate di schifezze contro le quali era ogni giorno in lotta, dalla fine negli anni Novanta. Michele Liguori fonda il nucleo comunale di polizia ambientale durante l’ultimo periodo dell’amministrazione di centrosinistra retta dal sindaco Immacolata Verone. Subito ostacoli però. “Non riesco a lavorare bene, non vogliono riconoscere questo nucleo”, lamenta sempre.

Poi, nel 2001, arriva la giunta di centrodestra retta da Michelangelo Riemma. Le cose migliorano un po’. Non passa giorno che Michele non metta a segno un sequestro nella campagna martoriata di Acerra. Ma lo sforzo del casco bianco coraggioso rischia di risultare sterile. Dopo ogni sua operazione non si muove mai nulla: autorità sanitarie assenti e nessuna bonifica. Resta sempre isolato il sottotenente Liguori in quel benedetto nucleo che ha creato. Nel frattempo un lampo di luce nel grigiore di quegli anni. Gennaio 2006: i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma arrestano i fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, il comandante della stazione locale dei carabinieri, il maresciallo Giuseppe Curcio, altri imprenditori dello smaltimento di rifiuti nella provincia di Napoli, un parente del capoclan di Marcianise, Domenico Belforte.

I Pellini sono indicati dagli inquirenti come imprenditori del trattamento di rifiuti tossici. Anche Salvatore Pellini è un maresciallo dei carabinieri. L’inchiesta della Dda di Napoli, denominata Carosello Ultimo Atto, un gigantesco gioro di bolla falso, fa emergere il più grande traffico di rifiuti tossici dal nord mai scoperto nel Napoletano. “Oltre un milione di tonnellate di veleni scaricati nei terreni della provincia soltanto tra il 2003 e il 2005”, afferma il pubblico ministero antimafia Maria Cristina Ribera. Ma per Michele il futuro prossimo diventa un incubo. Per lui la mazzata decisiva arriva nel periodo dell’amministrazione di centrosinistra retta dal sindaco Espedito Marletta, In quella fase, era l’estate del 2006, l’attuale primo cittadino, Raffaele Lettieri, ricopre l’incarico di presidente del consiglio comunale.

” Non mi vogliono far lavorare più, mi vogliono trasferire “, confessa un giorno il vigile. I contrasti con Marletta diventano “epici” nel paese. Fino a quando il sindaco sposta il poliziotto municipale altrove, nell’antico Castello Baronale, a fare dell’altro. ” Mi accusano di eccesso di zelo – confessa in quell’occasione Liguori – ma il problema è che sto dando fastidio e non voglio dire di più “. Da allora solo dispiaceri e contrasti. Michele però non molla. Continua da volontario l’attività di controllo delle campagne. Lo sostengono Antonio Montesarchio, un operaio cassintegrato dello stabilimento chimico Montefibre, eternamente in lotta con l’azienda, e Alessandro Cannavacciuolo, il giovane dei volontari dell’associazione Guardie Ambientali, figlio dei pastori le cui greggi furono sterminate dalla diossina.

Quella stessa diossina che i ricercatori della facoltà di farmacia dell’università di Napoli Federico II scoprono nel sangue di Michele, l’anno scorso. ” Quantità in eccesso di policlorobifenili, di molecole diossinosimili “, il rapporto del laboratorio di farmacia, che avvia uno screening approfondito su decine di ammalati di cancro dei territori martoriati dall’ecomafia. Una storia che ricalca quella di Vincenza Maisto, l’adolescente acerrana di 16 anni portata via da un osteosarcoma, a novembre. Anche nel suo caso i ricercatori trovano pcb in eccesso nel sangue. Una storia da pelle d’oca anche quella di Vincenza. La ragazza poco prima di morire decide di farsi fotografare nel letto dell’ospedale mentre regge un cartello: ” Acerra non deve morire “.

L’immagine simbolica fa il giro d’Italia. Intanto Michele soffre. Nel maggio del 2013 i medici gli diagnosticano un grosso tumore, un carcinoma localizzato tra fegato, milza e pancreas. E’ la fine. Una morte lenta, terribile. Durante l’agonia un giornalista della Stampa filma gli ultimi giorni del vigile urbano che, ansimante, parla dell’ex responsabile della stazione dei carabinieri, condannato ad aprile con l’accusa di aver favorito i trafficanti rifiuti tossici: ” Lui sta dall’altra parte, certe scelte:.Io non potevo far finta di niente, dovevo fare qualcosa “. ” Ha fatto tanto ma non è successo niente “, aggiunge la moglie. Il video spopola nel web. All’alba di ieri la Terra dei Fuochi saluta l’eroe emarginato. Michele spira nella suo letto, in una casetta ubicata nel centro vecchio di Acerra. ” Muore un servitore dello Stato “, il messaggio diramato nel pomeriggio dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma Montesarchio e Cannavacciuolo sono sdegnati.

” Michele Liguori – denunciano – è stato ucciso da quello Stato che lui stesso difendeva mentre ora, qui, ad Acerra, chi lo ha sempre criticato e ostacolato parla bene di lui per rifarsi una verginità da troppo tempo compromessa “. Francesco Borrelli fa poi un parallelo con Tommaso Cestrone, l’uomo che da solo ha voluto difendere dal degrado ambientale e strutturale la reggia di Carditello, provincia di Caserta. “Come l’angelo di Carditello – dichiara il membro dell’ esecutivo nazionale dei Verdi – scompare un altro simbolo della lotta contro l’ inquinamento e per la difesa del territorio: è’ un destino tragico che sta accomunando tutti gli eroi moderni della Campania che si battono per l’ ambiente”. Il funerale di Michele Liguori si terrà stamane, alle 10 e 30, nella chiesa di Sant’Alfonso, ad Acerra. La lotta non si placa. Questa settimana gli ambientalisti di Acerra e delle altre zone flagellate dall’ecomafia scenderanno di nuovo in piazza per protestare contro il rischio prescrizione del processo Carosello Ultimo Atto.

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