Secondo gli inquirenti gli sgherri del clan Castaldo erano degli esperti taglieggiatori. Nella notte tra lunedì e martedì la retata.
Cantieri per opere pubbliche, rotonde realizzate o in fase di realizzazione su via delle Puglie, pavimentazione delle strade. Ma anche vari negozi. L’indagine riguarda 22 tra imprenditori ed esercenti minacciati, costretti a vivere nella paura.
Soltanto 9 di loro hanno avuto il coraggio di denunciare i loro aguzzini. Ma è già un bel risultato per i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Michele D’Agosto. Nel mirino il clan del boss di Marigliano Giuseppe Castaldo, detto ‘o commerciante, in galera da tempo, e in particolare buona parte della famiglia di Sebastiano Sapio, anche lui in già in carcere. I militari hanno portato in cella la moglie di Sapio, Teresa Guercia, 44 anni, e il figlio Giuseppe, 26 anni. In carcere anche Valerio Bifulco, 42 anni, di San Giuseppe Vesuviano, un pregiudicato ritenuto referente del clan Fabbrocino.
L’inchiesta dei carabinieri parte nel gennaio del 2011, quando a poche centinaia di metri dalla caserma del gruppo di Castello di Cisterna viene ucciso per strada Corrado Nunneri, un pregiudicato che poi dagli approfondimenti investigativi risulta nella zona uno dei pochi beneficiari del reddito di cittadinanza. L’altro episodio da cui ha tratto spunto l’inchiesta è il poligono della camorra improvvisato nelle campagne di Faibano, frazione di Marigliano, dove decine di criminali della zona andavano a sparare per esercitarsi. Una vicenda culminata con il sequestro di 7 pistole, 2 fucili e una mitragliatrice Scorpion.
Quindi la caccia agli estorsori, facilitata da alcune denunce delle vittime che hanno reso possibili arresti in flagranza. Le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti hanno fatto il resto. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati anche sequestrati 4 chili tra eroina e marijuana.




