Ma quale bonifica per Ercolano?

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Manifestazione pubblica indetta dal PD cittadino per affrontare il problema delle discariche, molti dubbi e poche certezze.

Sabato sera, a Ercolano, presso la sede della scuola primaria Rodinò il PD locale ha organizzato un incontro sulle possibili bonifiche da attuare sul suo territorio. Sono intervenuti ovviamente i rappresentanti del PD locale, rappresentati dal segretario Antonio Liberti e l’amministrazione comunale nella persona di Antonello Cozzolino, nella doppia veste vice sindaco e assessore all’ecologia ma c’era anche il responsabile del Dipartimento Ambientale della CGIL Campania Giuseppe Brancaccio e soprattutto l’onorevole Massimiliano Manfredi, relatore del Decreto Legge 136/2013, il cosiddetto decreto della Terra dei Fuochi. È presente anche l’attivismo locale col rappresentante del Comitato Civico di Bonifica Luigi Impagliazzo.

La discussione comincia con il luogo comune, con il moderatore Adalberto Costabile, che accenna a un’inciviltà dei singoli cittadini per la responsabilità dello scempio di alcune aree del territorio; ci verrebbe da chiedere il perchè, quando ti eleggono i cittadini sono bravi e quando sporcano e inquinano sono invece incivili e se ne disconosce prontamente la rappresentanza. Ma a questo risponde prontamente Luigi Impagliazzo che critica aspramente l’amministrazione.
Chiamato ad aprire gli interventi l’attivista lamenta subito la poca attenzione e il possibile effetto sandwich del suo intervento, temendo un mancato diritto di replica, cosa che però non accade poichè avrà larga opportunità di controbattere e criticare le precedenti amministrazioni nonchè l’attuale, senza comunque evitare di subire, in alcuni momenti, commenti poco cortesi da parte di un pubblico tutt’altro che disinteressato.

In particolare, Impagliazzo, ci elenca, contraddicendo l’incipit del moderatore, le connivenze tra le varie amministrazioni comunali e il malaffare locale, quelle che si sono susseguite nel corso di almeno un trentennio e che hanno portato allo stato dell’arte. L’attivista incalza i presenti senza peli sulla lingua e con dovizia di particolari e, con la forza che lo contraddistingue, fa i nomi di chi in passato ha avuto a che fare con la gestione dei rifiuti nella città di Ercolano, mantenendo stretto il legame con la delinquenza organizzata. Sono i nomi dei Del Prete, Salvatore e Delfino ma anche dell’ex sindaco D’Agostino. Non ultimi sono menzionati i siti di stoccaggio “provvisori” dell’Ammendola Formisano, aperti in giunte affini a quella che oggi amministra la cittadina vesuviana.

Qualcuno dalla sala annuisce che furono i provvedimenti prefettizi a imporre quei siti ma a onor del vero a noi, questa, risulta una verità parziale e in base a quanto segue: nel 2001 l’area Ammendola & Formisano fu individuata, assieme ad altri sette, quale sito di stoccaggio provvisorio di RR.SS.UU., dal Sindaco p.t., in forza di una nota del Prefetto di Napoli, delegato ex O.P.C.M. del 07.10.1994. Nel 2003, l’area Ammendola & Formisano, assieme all’area della ex discarica “Sari”, fu individuata come sito di stoccaggio provvisorio di balle di CDR in forza dell’Ordinanza del SubCommissario per l’Emergenza Rifiuti in Campania n. 39 del 02.05.2003. Nel 2007 l’area Ammendola & Formisano fu individuata come ulteriore stoccaggio temporaneo dei RR.SS.UU in forza dell’Ordinanza Sindacale n. 16/07 del 21.12.2007 con successiva riapertura sempre su Ordinanza Sindacale nel febbraio e nell’aprile 2008. Ovviamente a tutto ciò non va aggiunto l’obbligo morale che un sindaco dovrebbe avere rispetto a certe questioni ma questa è un’altra storia.

Dopo un breve intervento moderatore del segretario Liberti, dove si rispolvera il mantra delle barricate, quelle che si fecero un tempo e che, aggiungiamo noi, ora che si è passati all’amministrazione, non si fanno più, interviene il vicesindaco Cozzolino. Questi ribadisce che, anche con il convegno, l’interesse dell’amministrazione per le problematiche del territorio è sempre vivo (è probabile che invece gli ultimi servizi giornalistici e una campagna elettorale ormai vicina abbiano reso necessario un interesse in precedenza assopito) sforando però su temi, tra i quali quello dell’eliminazione della linea ANM, che non capiamo cosa abbiano a che fare con l’argomento in questione.

Ma è interessante la sua versione dei fatti sull’Ammendola & Formisano, dove dichiara come fatto in alcune interviste lasciate al nostro giornale, che il cosiddetto percolato della discarica, altro non è che acqua sporca e lo dimostrerebbero le analisi della ditta autorizzata ERMETE Srl, da lui presentate e della quale ce ne ha fornito una copia (nel referto il liquido viene definito “speciale non pericoloso”). Alle nostre domande, relative al perchè quest’acqua “piovana” venisse prelevata, ci viene risposto perchè è comunque sporca e lo impone la legge e allorquando gli si ribatte la tracimazione del percolato, lo stesso riduce a un caso isolato l’evento.

I casi isolati sono almeno tre, ovvero tre i filmati che dal 2011 al 2014 siamo riusciti a registrare ma a questi aggiungiamo gli altri eventi da noi riscontrati così come da altre persone e associazioni, non dimostrabili come però non è dimostrabile la sicurezza di un contesto SIN, potenzialmente ad alto rischio e frequentato da tutti tranne da chi, nella figura del sindaco o chi ne fa le veci ha l’obbligo legislativo, se non morale, di tutelare la salute dei cittadini di Ercolano.

È il momento di Brancaccio rappresentante della CGIL il quale sottolinea di come si affronteranno le bonifiche ovvero con i soli fondi comunitari, sottolineando il fatto che non se ne conoscano ancora l’ammontare. Inoltre critica la logica del commissariamento che toglie in pratica ogni voce in capitolo alle amministrazioni locali (e chissà perchè!?). Ma soprattutto, aggiunge Brancaccio, esiste la presenza della camorra in ogni passaggio della questione rifiuti auspicando quindi che le bonifiche vengano fatte in house dalle amministrazioni regionali e provinciali per evitare quindi infiltrazioni malavitose.

È la volta infine dell’On. Manfredi, che ci spiega la duplice strada da seguire per capire il problema della Terra dei fuochi, ovvero quella delle discariche occulte e quella dei roghi. Due strade diverse, una legata alla delinquenza organizzata di stampo mafioso e l’altra al sommerso, al lavoro nero che smaltisce illecitamente i suoi scarti di lavorazione. La mafia ha fatto il suo salto di qualità, continua l’onorevole, in un certo qual modo contraddicendo lo stesso Brancaccio che si chiedeva il perchè non vi fossero slogan contro la camorra alla manifestazione del 16/11 a Napoli (in verità ce n’erano e spesso ce n’erano anche contro i politici collusi con la stessa malavita). Su tutto Manfredi sottolinea la forza del decreto Terra dei fuochi, appoggiato dall’ecobonus approvato dal Governo con il decreto legge 63/2013 che favorisce il legale smaltimento dell’amianto con un abbattimento dl 65% delle spesa in favore dei proprietari.

Sottolinea ancora che il decreto è un punto di inizio e non di arrivo e alle critiche da parte di un’attivista presente, relative alla non partecipazione dei movimenti civici alla discussione della norma, Manfredi ammette solo una parziale e iniziale partecipazione di questi. Domande gli sono state mosse anche per quel che riguarda la zonizzazione delle aree effettivamente inquinate. Il deputato dichiara che il 2% delle aree esaminate ed effettivamente contaminate, non è poco e il lavoro da fare è ancora lungo ma soprattutto bisogna evitare la speculazione che la concorrenza settentrionale sta attuando da tempo contro i prodotti ortofrutticoli del sud.

Così come è iniziato alla chetichella il convegno si chiude, un po’ alla taralluce e vino e un po’ perchè il sabato del villaggio incombe.
(Fonte foto: Rete internet)

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