Le inconcepibili contraddizioni di questa Italietta ridicola

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La fiducia è un bene prezioso che sta morendo. Due notizie ci invitano a ragionare su quanto ancora c’è da fare per salvare la nostra nazione. La mancanza di coraggio dello Stato sta diventando insostenibile.

Ragioniamo su due notizie importanti: Vittorio Pisani viene assolto e Toto Riina minaccia dal carcere. Allora, fatemi capire, facciamo un po’ d’ordine: questi magistrati prima fanno vivere un processo pesante e costoso a Pisani, ex capo della Squadra Mobile di Napoli, dopodichè si accorgono che non è colpevole, che non ha fatto niente. Qui c’è qualcosa che non è chiaro, pur comprendendo che tutti possono commettere errori, magistratura compresa, non è forse il caso di ristabilire un po’ d’ordine? Chi restituisce il denaro, il tempo e soprattutto la rispettabilità lesa di Vittorio Pisani? Nessuno. In verità, ammettiamolo, errori se ne possono commettere, siamo ancora nei limiti del concepibile.

Ciò che invece proprio non si può sopportare, ciò che non va giù, ciò che si blocca in gola come una spina di pesce è un altro fatto: quest’Italietta disastrosa è ridicola forse deve iniziare a cacciare un po’ di coraggio, Alfano, la Cancellieri, scelgano pure tra di loro chi deve pubblicamente farlo, ma fatto sta che qualcuno deve spiegare alla nazione intera com’è possibile che un vecchio boss di 84 anni recluso nel regime di carcere duro riesce ad avere ancora il potere di minacciare? Chi è che permette a Riina di parlare ancora? D’altronde stiamo parlando di una nazione in cui sia per Provenzano che per Cutolo è stato proposto di alleggerire il 41 bis.

Sì, certo, perchè no? Perchè non gli diamo anche qualche prostituta in cella? Poverini, quelli stanno là soli, perchè non paghiamo qualcuno per coccolarli? Perchè alle cinque del pomeriggio non li mandiamo in una sala da thè, arredata ad hoc, magari con quadri raffiguranti Falcone e Borsellino come trofei di caccia? Chi autorizza queste persone a parlare? A minacciare? Hanno forse dimenticato che questa gente ha trucidato generazioni di persone? Hanno forse dimenticato che Riina, ad esempio, ha cambiato totalmente l’economia, lo stile di vita e lo stesso assetto governativo di questa dannata nazione? Ci chiediamo ancora perchè il mondo intero ci etichetta come un paese ridicolo? Noi non siamo un paese ridicolo, noi siamo un paese assurdo, atrocemente assurdo.

Il prossimo Alfano, Bindi o chiunque altro, che ci viene a dire “Bisogna mandare segnali forti alla popolazione di contrasto alle mafie…ecc ecc” andrebbe ostracizzato dall’Europa. Non importa più a nessuno delle frasi studiate con le rime che escono da bocche di facce abbellite con fondotinta “per uomo”. Quanto cavolo di tempo ci vuole ancora per avere il pugno di ferro e dire “Riina non potrà parlare più!”, quando verrà dato l’ordine da parte dello Stato che questa gente deve stare in silenzio? Deve tacere, ha già rotto abbastanza, non può più dire la sua.

Stiamo ancora a cercare compromessi, mezze parole, frasi ad effetto? Basta! Mi ricordo delle parole del Sociologo Amato Lamberti: “Con la camorra non ci si siede a parlare”. Noi e la mafia non abbiamo più niente da dirci, ci siamo detti già troppe cose in questi anni, adesso basta, ciò che deve stare al centro dell’attenzione sono gli ordini dello Stato non le minacce di Riina. Lo Stato non deve consentire nemmeno lontanamente che si possa dare ancora voce in capitolo a qualsiasi capo di crimine organizzato.

Hanno distrutto l’Italia? Perfetto, e allora basta, non si ragiona più, sono fecce che non devono più parlare! Invece sapete cosa accade? Accade che Aropp’ arrubbat’ a Santa Chiara, fecer”e port”e fierr’, detto napoletano che tradotto dice: “Dopo aver rubato a Santa Chiara misero le porte di ferro”, certo, ovvio, abbiamo permesso a questo di minacciare e adesso che facciamo? Adesso pensiamo a quale carro armato superblindato per salvare la vita al pm Di Matteo. Apriamo un’altra parentesi, riflettiamoci, ma se questo magistrato una mattina si sveglia, ragiona con lucidità, si guarda intorno e realizza davvero che lo Stato se ne frega altamente se campa o muore, ebbene, secondo voi, se dovesse decidere di lasciar perdere veramente tutto, avrebbe così torto? Qualcuno ha il coraggio di accusarlo di codardia? No, il codardo è lo Stato, che dopo mezzo secolo di minacce non ha ancora gli attributi tali da guardare negli occhi il crimine organizzato e dire “Chi ti ha dato ancora la parola? Taci, qui comando io”.

Un sogno non troppo utopico, basterebbe un po’ di concretezza, un po’ di reale sostegno ai magistrati integerrimi e impegnati e soprattutto una seria derattizzazione dai politici e dai magistrati collusi. Ci vuole coraggio? No, ci vuole dignità.
(Fonte foto: Rete internet)

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