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“La sosta selvaggia aumenta il degrado urbano”

Nella lettera che pubblichiamo, l’autore prende come riferimento un fatto accaduto a Sant’Anastasia e riflette sui danni che provocano la sosta selvaggia e la tolleranza della Polizia Municipale.

Caro Direttore

Ho letto con grande interesse l’articolo della lite fra un automobilista e due agenti della Municipale di Sant’Anastasia a causa di un veicolo in sosta selvaggia non rimosso.

A scanso di equivoci desidero innanzitutto esprimere tutta la mia solidarietà al malcapitato automobilista, che dopo essersi comportato da cittadino integerrimo si è visto beffare dai due caschi bianchi che con il loro comportamento gli avevano fatto capire : “che vuoi? Così va il mondo. É già abbastanza che siamo rimasti un’ ora ad aspettare il carro gru”.

L’ increscioso episodio vissuto da questo signore è oramai, purtroppo, la normalità nei nostri degradati comuni di questa parte della Provincia di Napoli. Per le forze dell’ordine, ed in particolare gli Agenti della Municipale, la sosta selvaggia è definito un peccato veniale da punire al massimo con alcuni acuti dal fischietto d’ordinanza, il blocchetto dei verbali si prende solo in casi estremi.
Invece questo stato di cose è responsabile di buona parte del degrado urbano che siamo costretti a vivere. Fare 10 km attraversando i centri urbani è un impresa che può durare anche alcune ore, tanto da far preferire le gambe all’automobile in termini di economicità. Il blocco del traffico rallenta il movimento delle merci aggravando di costi insopportabili l’autotrasporto, ma rallenta anche i potenziali compratori che per non rimanere bloccati nel traffico si recano nei grossi centri commerciali proprio per evitare estenuanti soste nel traffico per spostarsi da un negozio all’altro.

Oltre all’aspetto prettamente economico abbiamo il costo sociale di rimanere ore fermi in colonna e poi rendersi conto che a bloccare tutto è un auto parcheggiata in divieto di sosta fuori ad un bar o ad una sala giochi, i cui occupanti sono intenti a parlare dal finestrino incuranti del disagio che provocano. E dopo averne viste decine anche l’essere umano dotato di biblica pazienza, comincia ad andare fuori giri e a diventare aggressivo. Come dargli torto!

Infine vorrei mettere in evidenza l’aspetto peggiore di questi comportamenti sconsiderati: un’auto in sosta selvaggia può rallentare o addirittura bloccare eventuali mezzi di soccorso con il rischio di perdere una vita umana perché un personaggio poco educato e per niente rispettoso delle regole doveva sorseggiare il caffè al bar parcheggiando sul marciapiedi o in sosta vietata.

Sulla brutta avventura vissuta dal Sig. Z bisogna capire perché la P.L. non ha chiamato subito il carro gru e questi non sia arrivato in pochi minuti per rimuovere il veicolo in sosta selvaggia. La risposta appare semplice: forse perché nella totalità dei casi, quanto cioè il carro gru arriva prima dell’incivile proprietario, mentre si iniziano le operazioni di carico arriva ansimando il conducente indisciplinato il quale, con voce caritatevole e atteggiamento dimesso dice: ”Comanda’ ma io no minuto aggiu stato…. Non me putite aiutà?” E subito i Vigili mossi da buon cuore rispondono: ”Vabbuò mettiteve d’accordo, a noi basta che paghi il verbale di divieto di sosta” (36 euro). Questi episodi hanno innescato un meccanismo perverso per cui quando la P.L. chiama la risposta è sempre la stessa: ”Il camion è in missione, appena torna interveniamo”.

Se invece gli Agenti della Municipale, o di qualsiasi altra forza di polizia, all’arrivo del conducente poco educato non solo elevassero contravvenzione per la sosta irregolare ma obbligassero il conducente a pagare comunque l’intervento, allora i carri-gru arriverebbero in pochi minuti creando un circuito virtuoso in cui chi pensa di lasciare l’auto in sosta vietata comincia ad avere la certezza che l’auto può anche prendere il volo e finire in un parcheggio del comune. Inoltre non sarebbe stata una cattiva idea cominciare a chiedere i documenti alla signora indisciplinata e cominciare a verificare finanche lo spessore del battistrada.

Oggi, invece, ci troviamo nell’incresciosa situazione che chi ha creato un danno serio si è beccata solo 36 euro di verbale mentre chi si è comportato da cittadino rispettoso delle leggi si trova a dover fare una causa per oltraggio a pubblico ufficiale. In questo occorre che entri la politica, quella vera, quella con la P maiuscola.

Leggevo giusto qualche giorno fa, sempre su Il mediano, la lettera con la quale il Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Anastasia si lamentava del clima barbaro creato dalle opposizioni in consiglio, come se tutti i consiglieri di maggioranza fossero degli agnellini sacrificali. Bene: questa storia sarebbe utile per cercare di portare un minimo di giustizia vera e di dignità fra i cittadini cominciando a distinguere fra chi crede nello Stato e chiama i Vigili, e chi invece furbescamente cerca di approfittare dei beni comuni per i propri interessi.

Il sig. Lello Abete potrebbe cominciare con il chiedere, pubblicamente, che il Comando Vigili Urbani ritiri la querela per oltraggio, pubblicare il tutto attraverso un manifesto stigmatizzando chi si comporta in maniera scorretta, chi non rispetta le code, chi viola i segnali stradali e portando ad esempio il sig. Z. come un cittadino da imitare. Certamente tutto ciò non potrà fermare l’implacabile macchina della giustizia ma sicuramente domani molti rifletteranno che certi comportamenti sono da evitare perché la nostra libertà finisce esattamente dove comincia quella degli altri.

Dal conto mio, giusto perché la critica sia costruttiva, sono pronto a sostenere economicamente il sig. Z per la causa che dovrà comunque sostenere con lo Stato. Spero che Il Mediano lanci una pubblica sottoscrizione, i mie 50 euro sono già pronti.

Grazie per lo spazio che accorderete a questo mio scritto.

Mimmo Russo

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