Il giallo del fusto nocivo trovato e poi scomparso sul Vesuvio

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Era sulla strada tra Boscoreale e Terzigno, insieme ad altri rifiuti speciali e ospedalieri, tra cui decine di flebo, lacci e aghi. Presto sarebbe stato esaminato il contenuto per conoscerne la pericolosità e trovare i colpevoli.

E’ giallo sul bidone contenente sostanza infiammabile, trovato nel Parco nazionale del Vesuvio e poi scomparso dopo la denuncia della Fenice Vulcanica. Il contenitore di colore blu era stato intercettato due giorni fa dalle attiviste. “Qualcuno lo ha portato via per eliminare prove scomode. Tra tutti i rifiuti presenti è sparito solo quel pesante bidone blu, perchè?” si chiede la presidente Venere Stanzione. La vicenda sta facendo il giro del Vesuviano, sono stati informate anche le forze dell’ordine e l’ufficio tecnico del Comune di Terzigno. La scoperta, infatti, era avvenut al confine tra i comuni di Boscoreale e Terzigno, lungo la via Zabatta, che conduce ai sentieri del Vesuvio, passando per la discarica Cava Sari.

“Il nostro è un territorio martoriato da numerose discariche abusive di rifiuti pericolosi – afferma Venere Stanzione, presidente dell’associazione – . Negli anni abbiamo fatto numerose denunce e continueremo a farle, confidando nella collaborazione delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine”. L’associazione La Fenice Vulcanica è formata da donne e uomini (ma soprattutto mamme) che da anni sono attive sul territorio ed hanno sempre combattuto per una corretta politica ambientale.

“Quanto scoperto è di una gravità estrema e deve indurre tutti a tenere sempre alta l’attenzione sul nostro territorio” ha commentato il sindaco di Boscoreale Giuseppe Balzano, appena appreso del ritrovamento. Lungo i sentieri che conducono al cratere sono stati trovati rifiuti di ogni tipo, dalle pericolose lastre d’amianto alle carcasse di auto, un’infinità di pneumatici, pezzi d’arredamento e una quantità sterminata di sacchetti.

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