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Grazie alle stampanti 3D, ognuno di noi potrebbe da oggi esporre a casa sua una vera e propria collezione museale. L’iniziativa parte dal British Museum, ma funzionerà davvero?

Se avete la passione dell’arte e a casa vostra avete sempre sognato di esporre una copia della Gioconda o del David di Michelangelo, presto sarà possibile. Il British Museum, in collaborazione con la piattaforma Sketchfab, ha infatti iniziato l’inserimento di alcuni pezzi della sua vastissima collezione all’interno del sito che permette la condivisione di immagini 3D.

Si tratta, per ora, di alcuni oggetti che l’istituzione museale ha scannerizzato affinché gli utenti del web possano scaricarne i modelli tridimensionali e disporne a loro piacimento. Chi possiede una stampante 3D potrà avere così, da subito, uno dei capolavori del museo britannico sulla propria scrivania. Un’iniziativa che resta tuttavia, attualmente, un progetto sperimentale che il colosso museale inglese ha lanciato per verificare l’effettivo interesse del pubblico.

La preoccupazione, infatti, è che non siano molti quelli che, non temendo di scadere nel kitsch, decidano di riempire i propri salotti di copie più o meno fedeli di opere la cui preziosità e bellezza sta soprattutto nella loro unicità. Sperando nel cattivo gusto delle popolo di internet, il British Museum ha reso comunque disponibili, al momento, 14 riproduzioni digitali, tra cui una statua di Ramses II e un busto di Giove (foto), ma non è detto che, in futuro, non aumentino. Chi lo spera sono forse i greci che, in attesa della poco probabile restituzione dei Marmi del Partenone, potranno avvalersi quantomeno dei modelli 3D per la realizzazione di più dettagliate copie. Non sarà lo stesso, ma anche nelle nostre case, è ovvio, le tante Pietà o David non avranno mai l’effetto dei capolavori originali.
(Fonte foto: Rete Internet)

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