Dopo l’oblazione pagata da Marchionne per cancellare il reato di discriminazione compiuto nello stabilimento della Panda gli autorganizzati di Vittorio Granillo e Mara Malavenda si scagliano contro Renzi, la Fiom e i Cobas.
Il reato di discriminazione ai danni degli operai iscritti alla Fiom della fabbrica automobilistica di Pomigliano è stato cancellato dal tribunale di Nola. Lo ha consentito lo stesso sindacato di Landini, che il 30 maggio scorso ha raggiunto una conciliazione giudiziale con l’amministratore delegato Sergio Marchionne. Un patto finalizzato al ritorno dei metalmeccanici della Cgil nella catena di montaggio della Panda. Ma non solo. L’obiettivo di Landini è di sedersi al tavolo del confronto con la neonata Fca globale alla pari con i sindacati firmatari del contratto specifico dell’auto, Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Tavolo da cui per il momento la Fiom è sistematicamente estromessa a causa del suo no alla firma del contratto aziendale, slegato dalla contrattazione nazionale e più restrittivo sul fronte del diritto di sciopero.
Intenzioni legittime, quelle di Landini, che però lo Slai Cobas degli autorganizzati di Pomigliano Vittorio Granillo e Mara Malavenda hanno stigmatizzato senza mezzi termini durante l’assemblea operaia tenuta nel palazzo dell’Orologio, ieri mattina, nel centro storico di Pomigliano. I due leaders locali dello Slai hanno lanciato strali contro il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil e i suoi, considerati sostanzialmente come veri e propri ” traditori della classe operaia “. Trattamento simile è stato riservato alle politiche del capo del governo, Matteo Renzi, in particolare alla volontà di mettere in soffitta l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. ” Se non ci fosse stato l’articolo 18 – ha urlato Mara Malavenda – col cavolo che Pasquale Russo sarebbe stato reintegrato dopo il licenziamento subito dalla Fiat.
Col cavolo che quest’operaio avrebbe potuto continuare a dare da mangiare ai suoi figli”. Pasquale è un operaio cinquantenne della Fiat di Pomigliano licenziato durante la sua militanza nello Slai. Il giudice lo ha poi fatto reintegrare riconoscendogli anche un corposo risarcimento con tanto di salari arretrati e interessi maturati. Ma il j’accuse di ieri dello Slai non ha risparmiato nessuno. Si va dalla stampa, colpevole di aver censurato l’investimento di un giovane africano, colpito a morte sull’autostrada Caserta-Salerno da una Panda in corsa guidata da un test driver della Fiat di Pomigliano, a tutti i politici, di destra e di sinistra , che negli ultimi venti anni hanno approvato politiche che incentivano la precarietà. Gli autorganizzati hanno serbato una stoccata anche ai Cobas, l’altro sindacato di base. Granillo e Malavenda hanno diramato un documento della Confederazione Cobas lavoro privato: è l’adesione del sindacato di Bernocchi a tutti gli accordi interconfederali stipulati tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria.


