Blitz dei Cobas, il vescovo: “Hanno ragione”

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Depalma ricorda il suo si all’accordo Panda: “In quel momento fu necessario, ma le cose sono precipitate”. L’invito a Marchionne: “Non tirare troppo la corda”.

Ieri gli extraparlamentari del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat hanno occupato l’ufficio del vescovo di Nola, Depalma. Che in quest’intervista, gentilmente concessa al Mediano.it, parla di questa complicata vertenza.

Vescovo Beniamino Depalma, a un certo punto, durante l’occupazione, c’è stato un duro confronto tra lei e i militanti del Comitato di lotta…
“Hanno ragione. La situazione è preoccupante, la speranza è venuta meno, è in difficoltà il rapporto familiare. Mi rivolgo alle istituzioni: fate tutto il possibile per non scaricare nessun operaio. Non è giusto vedere la gente piangere e soffrire. E non per degli sfizi ma per un diritto inalienabile: il lavoro. Ancora una volta noi diciamo: rispetto per la persona, per la dignità dell’operaio, che è la più grande risorsa”.

Ve bene monsignore, ma questi operai le contestano un atteggiamento troppo morbido nei confronti di coloro che ritengono responsabili della cassa integrazione, delle emarginazioni, dei licenziamenti…
“Non è così. Noi gridiamo con forza un no a ogni forma di capitalismo e alla dittatura del profitto, che non può essere il valore che determina la vita dei lavoratori. Prima che sia troppo tardi chiedo a tutti di aprire gli occhi e soprattutto la coscienza”.

Però, vescovo, le viene rimproverato anche il suo invito a votare si al referendum sull’accordo Panda del 22 giugno 2010, il voto che portò alla cacciata dalle fabbriche Fiat di tutti coloro che si opponevano al progetto dell’amministratore delegato Sergio Marchionne….
“In quel momento fu un si necessario, credendo che il tempo potesse renderci più ragionevoli, potesse rallentare le tensioni e far riprendere il dalogo. Perché il dialogo è il clima necessario. Ma ora ci rendiamo conto che le cose sono precipitate per cui sono preoccupato per la mancanza di unità del sindacato. Adesso dunque invito, ancora una volta, Marchionne a non tirare la corda, a non esasperare le situazioni, a dare concretezza a ciò che ha promesso: il rilancio di Pomigliano facendo attenzione a non discriminare nessuno”.

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