Alcuni ambientalisti promuovono la sottoscrizione cittadina di una denuncia contro Raffaele Lettieri. “Ha omesso i controlli ambientali causando gravi danni”, sostengono Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio.
Il “fumus” secondo gli ambientalisti è la mancata applicazione dell’ordinanza comunale del 2005, firmata dal vicesindaco dell’epoca, Carmine Riemma, che imponeva il sequestro dei pozzi agricoli e domestici in tutto il territorio.
I pozzi furono sequestrati, dalla polizia municipale, ma da allora non si sa bene come sia andata la storia. Alessandro Cannavacciuolo, giovane e minacciato ambientalista di Acerra, è inviperito: “il comune non vuole farci vedere le carte, viola la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi”. Nel frattempo il fatto che quei pozzi siano più che utilizzati per irrigare i campi coltivati e per fornire acqua a molte case della zona è cosa palese e sotto gli occhi di tutti. “Non dovrebbero funzionare quei pozzi – replica Alessandro – perché sono ancora sotto sequestro. Inoltre non dovrebbero nemmeno essere commercializzati i prodotti agricoli”. 700 piccole aziende contadine sono ancora in attività nell’inquinatissimo agro acerrano.
L’anno scorso neanche due spaventosi roghi di rifiuti del sito di stoccaggio della Provincia gestito dalla Sapna ha convinto il responsabile dell’Asl a chiedere la sospensione della vendita di frutta e ortaggi. “Basterà lavare le colture”, aveva scritto il dirigente sanitario in entrambe le occasioni. I roghi erano stati dolosi. Andarono in fumo migliaia di tonnellate d’immondizia, nel bel mezzo di una vasta campagna. Ora però scoppia questa nuova polemica, altrettanto delicata. “Il sindaco – aggiunge Cannavacciuolo – non ha controllato l’applicazione dell’ordinanza del 2005 per cui lo accusiamo di omissione e di aver causato altri danni per non aver fatto nulla”






