POMIGLIANO D’ARCO – Le dichiarazioni dell’ex comandante facente funzioni della Polizia Locale, Andrea D’Ambrosio, riportate da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, alimentano il confronto politico a Pomigliano d’Arco. Al centro della vicenda una documentazione trasmessa alla Procura di Nola, contenente accuse relative a presunte pressioni e interferenze nell’attività amministrativa.
Secondo quanto riportato, D’Ambrosio avrebbe chiesto ai magistrati di valutare provvedimenti cautelari nei confronti del sindaco Raffaele Russo, di alcuni assessori e dirigenti comunali, ipotizzando anche il reato di associazione a delinquere.
Le contestazioni riguarderebbero soprattutto i controlli effettuati su una proprietà riconducibile al primo cittadino. Si tratta di circostanze oggetto di accertamento, rispetto alle quali resta fondamentale distinguere le dichiarazioni dalle eventuali responsabilità giudiziarie.
Sulla vicenda è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli, chiedendo chiarimenti istituzionali: «Di fronte ad accuse di questa portata, la politica non può voltarsi dall’altra parte».
Dal fronte dell’opposizione, Vito Fender, esponente di Rinascita, richiama le questioni sollevate negli anni in Consiglio comunale.«Il tempo, non solo i tribunali, renderà meno sconveniente la pronuncia di certe verità», dichiara Fender, sottolineando la necessità di una riflessione sul funzionamento dell’amministrazione cittadina.
Lo stesso esponente rivendica l’attività dell’opposizione: «Non ci siamo mai sottratti al dovere della verità. Abbiamo denunciato, segnalato e detto tutto in faccia in Consiglio Comunale, spesso da soli e venendo derisi».
Fender invita inoltre cittadini, associazioni e forze politiche a partecipare a un percorso condiviso: «Serve il coraggio di tutti per costruire un modello di amministrazione trasparente e imparziale, lontano dalle ambizioni personali e dagli affari privati».Anche i Verdi di Pomigliano intervengono con una nota, esprimendo preoccupazione per le ricostruzioni emerse e richiamando l’attenzione sulla tutela dell’ambiente e sulla gestione amministrativa.
«Pomigliano ha diritto alla verità, alla legalità e a un governo cittadino che risponda ai bisogni delle persone, non a logiche di palazzo».La vicenda resta dunque al centro dell’attenzione pubblica, mentre si attendono eventuali sviluppi delle verifiche giudiziarie. Le accuse riportate non costituiscono accertamenti definitivi e per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza. Al momento, il confronto riguarda soprattutto le richieste di chiarimento e trasparenza avanzate dalle diverse forze politiche cittadine.
